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Crono - Saturno









                                                                                                  
                 Daniela Grazioli


Crono-saturno è il tempo e in questa forma lo troviamo ancora oggi in molte parole della nostra lingua, come cronaca, cronico, cronometro e tante altre parole, che se mettessimo tutte insieme e lasciassimo vagare libere nella nostra mente, si porterebbero dietro altre cose, così ad esempio la cronaca porterebbe con sé la concretezza dei fatti che si succedono, il termine cronico potrebbe evocare l’inesorabilità del tempo che passa e che nel suo impercettibile ammassare, istante dopo istante, diventa sempre più rigido e duro, e il cronometro l’azione del misurare e dell’ordinare. Il tempo contenuto in queste parole e in altre con il prefisso “crono”, è l’immagine di un tempo lento, lungo, che scorre sempre uguale, senza i lampi o gli squarci improvvisi dei ricordi che irrompono o dei sogni futuri che dilatano, è un invalicabile muro entro i cui confini concretamente costruiamo giorno dopo giorno, esperienza dopo esperienza, la nostra vita finchè l’implacabile tic-tac di Crono non si ferma.

Mi sono soffermata su queste parole che hanno a che fare col tempo di stampo saturnino, perché mi è sembrato un buon modo per introdurvi nell’atmosfera di crono- saturno, per farvi entrare in contatto, ciascuno tramite la propria immaginazione ed esperienza, con questo dio-pianeta, signore del tempo. Il simbolo di saturno naturalmente non ha a che fare solo col tempo, ma “mette-insieme” al suo interno molte altre cose che rinviano ad altre ancora, tuttavia dello scorrere e della sostanza di cui è fatto il tempo saturnino tutti abbiamo fatto esperienza e sappiamo cos’è, perciò sarà tramite questo filo conduttore che andremo incontro agli altri significati di saturno.

Il tempo di saturno è il tempo del mondo governato dal pricipio di realtà, e della realtà ha i limiti e la durezza, è il tempo della dilazione e della frustrazione, dell’attesa e dellla fatica in vista di un obiettivo, dell’accettazione dei limiti propri e di quelli imposti dall’ambiente. Saturno non regala niente, ogni vittoria, ogni conquista è frutto di un lento e faticoso lavoro di costruzione, che mentre costruisce elimina ogni inutile ornamento e lascia a nudo solo la stuttura, entro la quale le cose avranno un proprio posto e un loro ordine. Così nel corpo, saturno, è lo scheletro, l’ultimo a formarsi e l’ultimo a disfarsi, è la colonna vertebrale la cui rigidità e solidità ci consente di stare eretti e conquistare una visione dall’alto, ma che ci condanna all’immobilità quando diventa troppo rigida o troppo fragile, e non mantiene una giusta quota di elasticità.

Anche psicologicamente la funzione saturno cresce lentamente, nella personalità saturno è legato all’istanza del super-io, l’insieme di regole, norme, valori, divieti e proibizioni che, giorno dopo giorno, andiamo assorbendo dall’ambiente soprattutto tramite il rapporto con i nostri genitori quando siamo piccoli e in seguito tramite il contatto con altre figure e ambienti per noi fondamentali. Goccia a goccia, questo complesso sistema di “norme” che non contengono solo regole e divieti, ma anche affetti fatti di approvazione e riconoscimenti e disapprovazione e condanne, si distilla e consolida dentro di noi. Premi e parole di lode, in risposta a determinati comportamenti, che ci fanno sentire bravi ed amati, insieme a punizioni e parole di biasimo, in risposta ad altri compartamenti, che ci fanno sentire cattivi e indegni di amore si stratificano ed ordinano dentro di noi dando forma e contenuto al nostro super-io. Questo sistema inizialmente esterno diventerà piano, piano, parte integrante della nostra identità, e sarà tanto più rigido ed intollerante, o elastico e permissivo a seconda delle condizioni in cui è cresciuto. Il biasimo e lo scontento, con il concomitante senso di inadeguatezza, o viceversa la soddisfazionne non proverranno più dai nostri genitori e dall’ambiente, ma da noi stessi, che lentamente nel tempo abbiamo interiorizzato, fatto intimamente nostro, tale complesso sistema di regole inestricabilmente avviluppato in una rete di affetti.

E’ facile capire che nelle aree in cui ci siamo sentiti meno “bravi” quando eravamo piccoli, saturno continuerà a gridare dall’interno il suo dolore e la sua delusione, che prenderanno la forma del senso di colpa, della frustrazione, dell’impotenza e così via. E ancora una volta ritorna crono-saturno come tempo lento e quotidiano che porta nella nostra vita esperienze di confronto e di limite, magari difficili e faticose, ma che lentamente e spesso attraverso la sofferenza, ci portano a conoscere i nostri veri limiti e al contempo le nostre reali qualità, poiché ogni medaglia ha sempre due facce e se siamo testardi e cocciuti abbiamo però anche una forte volontà che ci sostiene. Solo quando attraverso continue e quotidiane esperienze di questo tipo saremo giunti a conoscerci, deboli e forti quali siamo, potremo sia liberarci dai condizionamenti di norme e valori che vivono dentro di noi come corpi estranei, perché non sono in sintonia con la nostra vera natura, ma con codici solo esterni, sia trovare e riconoscere quali sono le “regole” che sentiamo davvero nostre, unico tribunale davanti al quale siamo tenuti a rispondere, perchè trasgredire tali “regole” significa tradire se stessi.

Nell’astrologia tradizionale Saturno è sempre stato considerato il grande malefico ed è abitualmente rappresentato da una nera ed immobile figura con la falce in mano, niente di rassicurante insomma; eppure in nessuna divinità della mitologia greca è così evidente, come in saturno, l’unione di bene e male, di negativo e positivo. Nel mito Saturno è il titano che evira con una falce il padre Urano e gli succede nel potere, è perciò il figlio che usurpa il trono del padre tramite un atto di sangue. Tuttavia il movente di questa sconvolgente e sanguinaria azione contro il proprio padre non ha origine nella brama di potere, ma è in primo luogo la risposta alla richiesta di aiuto della madre Gea contro le nefandezze di Urano nei confronti della loro progenie, e in secondo luogo è la legittima auto-difesa del figlio che per non essere eliminato dal padre colpisce per primo: Saturno, cioè, vuole aiutare la madre e fermare la distruttività del padre, bene e male sono perciò indissolubilmente uniti in questo suo primo e fatale gesto che condizionerà tutta la sua storia. Infatti in seguito, occupato il posto del padre e diventato il nuovo re degli dei, Saturno, dialaniato dal senso di colpa e ossessionato dalla paura di subire la stessa sorte del padre, finirà per eliminare a sua volta i propri figli e come suo padre perderà il potere per mano di Giove, l’ultimo nato che, salvato dalla madre, sfuggirà alla sua divorante paura. Detronizzato da Giove e esiliato nelle Isole dei Beati, Saturno regnerà su queste isole con saggezza e lungimiranza, tanto che il suo regno verrà chiamato età dell’oro per l’abbonanza e la prosperità che tali isole conosceranno sotto il suo governo.
Saturno perciò è sia il benigno dio dell’agricoltura, il signore dell’età dell’oro, sia l’usurpatore del padre e il divoratore dei suoi figli, è sia il re chiuso nella solitudine della sua paura e del suo rimorso, sia il re giusto e saggio delle Isole dei Beati.


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