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ICARO O PROMETEO ? CRAIG VENTER CREA IL PRIMO ORGANISMO ARTIFICIALE

a cura di Sandra Zagatti
 
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Ci sono due principali personaggi della mitologia greca che incarnano l’orgoglio dell’uomo, il suo istinto a superare i confini imposti dalla natura, dalle circostanze, dalle leggi per andare oltre, per superare sé stesso.

Uno di questi personaggi è Icaro, figlio dell’inventore Dedalo che aveva realizzato il labirinto per il Minotauro. Il re di Creta, Minosse, li imprigionò entrambi all’interno del labirinto per impedire che ne rivelassero i segreti, ma l’ingegnoso Dedalo, per fuggire, raccolse delle penne e costruì due paia di ali che poi incollò saldamente ai loro corpi con la cera. Nonostante gli avvertimenti del padre a non volare troppo in alto, Icaro si lasciò trascinare da quella esaltante emozione fino ad avvicinarsi al sole: l’eccessivo calore sciolse la cera e Icaro precipitò nel mare e morì, mentre il padre arrivò indenne in Sicilia, dove costruì un tempio dedicato ad Apollo, nocchiero del sole, in memoria del figlio.

 

L’altro personaggio è Prometeo, il titano “amico degli uomini”, ai quali dispensò doni preziosi a costo di inimicarsi gli Dei. Ad Atena rubò uno scrigno contenente l’intelligenza e la memoria, per donarle alla specie umana. E dal carro di Helios, il sole, rubò uno scintilla per restituire agli uomini il fuoco che il capriccioso Zeus aveva loro tolto e nascosto. Per punire Prometeo e con lui gli uomini che difendeva e aiutava, che per Zeus stavano diventando troppo potenti e capaci, il sovrano dell’Olimpo lo incatenò in cima a un monte del Caucaso, ordinando a un’aquila di strappargli ogni giorno il fegato che di notte ricresceva, in un supplizio senza fine. Prometeo venne poi liberato da Eracle, che per sbaglio aveva ferito il centauro Chirone, il quale scambiò la propria immortalità con Prometeo, per poter finalmente dar termine alle proprie sofferenze.

 

I miti di Icaro e Prometeo sono diversi ma hanno in comune alcuni elementi cruciali. In entrambi notiamo una sorta di “uraniana” disobbedienza alle regole, alle “autorità istituzionali” (il padre Dedalo per Icaro e addirittura Zeus per Prometeo), ed anche un ruolo importante del sole, con cui sia Icaro che Prometeo entrano in contatto. E qui si notano anche le differenze: per Icaro, infatti, che non segue le raccomandazioni paterne per semplice arroganza personale, la vicinanza al sole risulta fatale; per Prometeo, che persegue fini generosi e letteralmente “umanitari”, il sole diventa complice, lasciandosi sottrarre una fiammella e indirettamente salvandolo mediante Eracle, eroe solare.

I miti sono allegorie complesse e raffinate, e quindi la loro morale sembra semplice ma lo è solo in parte. Se infatti risulta evidente che la differenza tra vita e morte, cioè tra la salvezza di Prometeo e la punizione di Icaro, sia nell’intento che muove la greca hybris (qualcosa di simile al peccato di superbia cristiano), l’interrogativo nascosto e più profondo che il mito rivolge è: sino a che punto è lecito spingersi? se pure il fine è nobile, può sempre giustificare i mezzi? se è legittimo per l’uomo desiderare di avvicinarsi a Dio (alla Verità, alla Conoscenza, alla Libertà), salendo coraggiosamente verso la Luce o accogliendo umilmente l’Illuminazione, è altrettanto legittimo ipotizzare che tra Uomo e Dio non ci sia distanza?

 

Questi sono gli interrogativi che il mito ci propone da millenni, e che si ripresentano anche all’uomo moderno. Seppur diversificati nella forma, sostanzialmente sono gli stessi interrogativi che animano il recentissimo dibattito generato dall’annuncio di Craig Venter, biologo americano già famoso per aver decodificato le sequenze del genoma umano, di aver creato la prima forma di vita artificiale. Creato, appunto: non scoperto.

Venter, nominato nel 2007 da Times Magazine come uno dei cento personaggi più influenti del pianeta, aveva già proclamato spavaldamente che sarebbe stata solamente questione di tempo: ora i risultati annunciati, costati dieci anni di tempo, il lavoro di venti scienziati e decine di milioni di dollari di investimento, sono arrivati. L’evento è degno di un film di fantascienza: Venter ha realizzato un nuovo organismo (cioè un “qualcosa” di vivente che in natura non esiste), partendo da un batterio e innestando al suo interno una sequenza di DNA che regola tutti gli aspetti della vita biologica di questo nuovo individuo, il Mycoplasma Laboratorium, compresa la capacità di riprodursi secondo le regole dell’ereditarietà genetica. Il team di Venter mira adesso a identificare un insieme di geni minimo per permettere la costruzione di ulteriori forme di vita, usando il genoma per programmare il comportamento della cellula.

Da un punto di vista scientifico è una scoperta straordinaria, dalle applicazioni infinite: potrebbe infatti portare alla “costruzione di cellule specializzate in compiti specifici, come ad esempio riparare i tessuti umani; a molecole di interesse farmaceutico o industriale, come nuove fibre tessili; a genomi che consentano a batteri ospiti di prendere dall'atmosfera diossido di carbonio e produrre metano, in modo da ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili e contribuire a frenare il riscaldamento globale”. Non a caso il gigante petrolifero Exxon Mobil ha già finanziato con 600 milioni di dollari un programma di ricerca e sviluppo delle tecniche biotech di Venter.

 

Salta subito all’occhio astrologico che questa scoperta è stata comunicata a una settimana dall’ingresso di Urano in Ariete: il pianeta della modernità, della scienza e della tecnica nel segno dell’iniziativa, del nuovo… Personalmente, ritengo importante che Urano fosse ancora in Pesci – e che comunque il lavoro che ha portato a questo risultato sia stato fatto con Urano in Pesci – proprio per l’enfasi idealistica che ne ha accompagnato la dichiarazione al mondo. E’ fuor di dubbio che una scoperta del genere possa aprire strade importantissime per la cura delle malattie e del nostro stesso pianeta, ed è appunto questa possibilità che sostiene l’apprezzamento di gran parte della comunità scientifica e dell’opinione pubblica. Venter stesso ha dichiarato di essere fiero e consapevole di svolgere un’opera solitaria (si fa per dire, visto il team coinvolto) che ha però finalità collettive: in tal senso, Urano in Pesci sembra particolarmente appropriato; ancor più perché congiunto a Giove, pianeta dell’ottimismo e dei nobili ideali.

E’ vero che Giove è anche il pianeta della ricchezza, e non sono pochi quelli che hanno manifestato perplessità in merito alle motivazioni di Venter, che oltre ad essere scienziato è un imprenditore che opera comunque all’interno di società private. Da questo punto di vista, torniamo necessariamente a considerare Urano in Ariete (segno ben più individualista dei Pesci), non tanto o soltanto nel suo transito estivo quanto in quello definitivo e ben più lungo che comincerà nel 2011… Venter obietta che, come ha sempre messo a disposizione dei ricercatori le sue tecniche, perché le confermino e le approfondiscano, così oggi ha reso disponibili tutte le informazioni sulla nuova scoperta, affinché altri possano ripetere i suoi risultati ed inventarne di nuovi. Ed è qui che si innescano ulteriori perplessità, dubbi, allarmi, laddove è sempre Venter ad ammettere che “certe sofisticate tecnologie potrebbero essere pericolose nelle mani sbagliate”. La delicatezza della questione non è certo sfuggita al Presidente Obama che, pur congratulandosi per la nascita della cellula artificiale, prima di entusiasmarsi ha incaricato un’apposita Commissione – composta da esperti in scienza, politica, religione, etica – di valutare i vantaggi pratici della scoperta ma anche i problemi morali connessi, e in particolare di “considerare i potenziali benefici medici, ambientali, sulla sicurezza e su altri settori di ricerca” analizzando però nello stesso tempo “gli appropriati confini etici e i rischi identificabili in materia di salute e in altri campi”, nonché chiedendo un rapporto esaustivo entro sei mesi.

E dunque, nell’analisi aggiungiamo senz’altro Saturno, che si sta opponendo a Urano in Pesci e che si opporrà anche a Urano in Ariete: prima dalla Vergine e poi dalla Bilancia come controparte critica e richiesta di verifica, sia sul piano sanitario e ambientale sia su quello morale e legale.

 

Certo, Saturno potrebbe anche rappresentare la diffidenza conservatrice di tutti coloro che temono “a prescindere” le novità e i progressi scientifici. E d’altra parte, la dialettica tra vecchio e nuovo è una caratteristica dell’opposizione Saturno-Urano ormai da un paio di anni, laddove Urano vorrebbe essere libero di esprimersi e di orientarsi verso il futuro senza pregiudizi e timori oscurantisti, mentre Saturno con i suoi anelli insiste a mettere limiti e freni più o meno legittimi. Si ripropone, insomma, l’interrogativo sottinteso nei miti di Icaro e Prometeo. Dal punto di vista di Saturno, la congiunzione di Giove a Urano può apparire inflazionante, e mettere in guardia dall’arroganza o persino dall’ingenuità ottimistica con cui la scienza continua a voler espandersi, salire gradini, “volare in alto” come Icaro. Dal punto di vista di Urano, Giove è semmai la giustizia, la fiducia, la generosità, la fortuna che sorride agli audaci e premia gli innovatori, chiunque lanci la freccia dell’intelletto lungimirante oltre il presente!

A proposito di freccia, vorrei riprendere il mito e analizzare più a fondo il ruolo di Chirone, perché è anche grazie al suo sacrificio – e non solo grazie all’eroismo di Eracle – che Prometeo si salva. Chirone era il più saggio e benevolo dei centauri, anzi a differenza della maggioranza di loro, ignoranti e violenti perché metà uomini e metà animali, si distingueva per la saggezza, la conoscenza delle arti e delle scienze, in particolare della medicina. Ebbe come allievi numerosi eroi e ne curò altrettanti, eppure non riuscì a sanare il colpo letale infertogli accidentalmente dall’amico Eracle, perché era nato immortale. Non poteva guarire e non poteva morire: questa fu la tragedia di Chirone, chiamato non a caso “il guaritore ferito”. Fu disperazione o generosità ciò che lo spinse a scambiare la sua immortalità con Prometeo? E se Zeus volle comunque ricompensarlo della sua opera, immortalandolo nella costellazione del Centauro, non possiamo dimenticare che a quella costellazione è associato il segno del Sagittario, cioè proprio il segno governato da Giove e simboleggiato dal glifo di una freccia, scagliata “in alto e in avanti”… Dunque questo Giove congiunto a Urano può sembrare un appoggio positivo, una saggezza lungimirante e una protezione, ma anche un paradosso, che nell’occasione scientifica di combattere tanti mali che affliggono l’umanità nasconde il prezzo della perdita delle stesse capacità di guarigione.

Ecco appunto la domanda che una scoperta del genere sta ponendo al mondo: si tratta di un’orgogliosa e illuminata sfida dell’uomo contro la natura malata e l’umana ignoranza, oppure di semplice arroganza, accecata e controproducente? E’ un sole che dona il fuoco agli uomini o che ne brucia le ali?

Difficile rispondere, e senz’altro sbagliato farlo a priori, perché si tratterebbe appunto di un pregiudizio dogmatico, sia a favore che contro. Le polemiche di natura etica e soprattutto religiosa in merito a questa scoperta si sono comprensibilmente e immediatamente attivate. A chi  lo accusa di “giocare a fare Dio”, e non valutare i rischi e le conseguenze del suo fare perché esaltato (proprio come Icaro) da un delirio di onnipotenza, Venter risponde che certe critiche sono state già rivolte a chi eseguiva i primi trapianti d’organi, ma i benefici per l’umanità (leggasi Prometeo) sono stati innegabili. Se vogliamo essere onesti, cioè almeno non prevenuti, dobbiamo riconoscere che ovviamente non sono le scoperte in sé ad essere pericolose bensì l’uso che se ne fa, ma questo ci porta ad una valutazione di corollario altrettanto importante: parlare di “uso”, prima ancora di una questione ideologica è una questione di potere. Ed ecco allora che dobbiamo considerare un ulteriore pianeta coinvolto: Plutone, che quest’estate (e ancora a lungo nel 2011) quadrerà Urano in Ariete.

 

C’è chi guarda con sospetto agli interessi economici delle aziende coinvolte e dello stesso Venter. Già ai tempi del Progetto Genoma fu al centro di polemiche per aver chiesto il brevetto su alcune centinaia di geni, creando un precedente inquietante in merito all’ipotetico e futuro reclamo della proprietà (intellettuale o persino materiale) di sequenze di genomi magari utili nella cura di malattie. Inoltre, l’attuale ricerca è stata condotta sotto l’egida del segreto commerciale, per cui Venter è stato ulteriormente accusato di ammantare di segreto la sua opera prima di aver ottenuto un risultato, in un atteggiamento poco trasparente e di fatto antiscientifico. Famoso è il mistero che ammanta il suo laboratorio di Rockville, oscurato persino per il servizio topografico Google Street View, e per molti questo “ottenebramento” intenzionale è non solo un elemento discutibile sul piano metodologico ma persino una metafora appropriata della sua visione offuscata dall’Ego…

D’altra parte, se diamo un’occhiata al tema di nascita dello scienziato (anche se mancante dell’ora, quindi non domificato), notiamo senz’altro un creativo Sole in Bilancia in trigono a Urano, particolarmente geniale ed eclettico in Gemelli, ma non possiamo sottovalutare uno stellium in Scorpione, che ci rimanda alla questione del potere e comunque spiega la sua tendenza alla segretezza; direi persino a una certa paranoia difensiva, vista la perfetta quadratura di Plutone a Marte. Notiamo anche che la sua scoperta è stata accompagnata dal transito di Urano in trigono a Venere, e se Urano ha senz’altro a che fare con l’evento scientifico, Venere in quanto governatore del Sole parla anche di vanità… e magari di denaro. Eppure, l’interrogativo resta aperto laddove la mancanza dell’ora di nascita non ci permette di collocare con precisione la Luna, che potrebbe avere un’orbita più stretta sia nella congiunzione a Urano (tecnica, invenzioni, scienza, genialità), sia nel trigono a Nettuno (altruismo, ideali, fini collettivi). E in fondo, quando ci sono in ballo certi “business”, la segretezza potrebbe essere anche mirata ad impedire interferenze da parte di persone non competenti o prive di scrupoli; mentre il fatto che Venter sia, a detta di chi lo conosce, un personaggio presuntuoso e un po’ borioso, non è di per sé un reato e non dovrebbe influenzare il giudizio sulle sue scoperte, comunque degne di un Nobel.

 

Noi, certo, possiamo fare ben poco per mitigare l’espressione del potere peggiore e favorire un uso congruo, corretto e responsabile di certi eventi scientifici. Ma mi piace ricordare il seguito del mito di Prometeo, quando Pandora, bella ma distratta moglie di suo fratello, per curiosità aprì il vaso in cui Prometeo aveva saggiamente racchiuso i mali che potevano affliggere l’umanità, tra i quali la malattia, la fatica, la passione, la vecchiaia, la pazzia… e che così si sparsero tra la gente. Nel fondo del vaso, tardivamente richiuso e poi gelosamente custodito, restò però – almeno – la speranza.





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