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ORIANA FALLACI RITRATTO DI CIRO DISCEPOLO

a cura di Ciro Discepolo
 
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Si chiama Plutone il bambino mai nato di Oriana Fallaci e la lettera che la stessa gli ha scritto non è soltanto un libro di protesta e di poesia ma anche e soprattutto lo spaccato del suo animo più profondo, una sorta di diario di Anna Frank in cui la scrittrice-giornalista si è scoperta, ha messo a nudo un lato assolutamente inedito di se stessa, una confessione in cui la sua partecipazione registra la massima vibrazione di risonanza con l’argomento. In questa lettera vediamo il guastatore Fallaci, dell’esercito del giornalismo mondiale, liberarsi dai panni che l’anno resa famosa ai quattro angoli del globo, abiti di eroina intransigente e spietata, per indossare quelli di una donna profondamente turbata dal mistero e dalla fantastica esperienza della maternità che attraverso la sua penna ci giunge in forma poetica, al di là della retorica, in pagine davvero indimenticabili. Il libro nasce con un afflato di puro lirismo :

“Stanotte ho saputo che c’eri : una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d’un tratto, in quel buio, s’è acceso un lampo di certezza : sì, c’eri. Esistevi. E’ stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore. E quando ha ripreso a battere con tonfi sordi, cannonate di sbalordimento, mi sono accorta di precipitare in un pozzo dove tutto era incerto e terrorizzante. Ora eccomi qui, chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerca di capire : non è paura degli altri. Non è paura di Dio. Io non credo in Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. E’ paura di te, del caso che ti ha strappato al nulla, per agganciarti al mio ventre. Non sono mai stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho molto aspettato. Mi son sempre posta l’atroce domanda : se nascere non ti piacesse?”

Il bambino mai nato è senz’altro la sua maggiore quota di destino irrealizzato, il perno emblematico della sue esistenza, un punto chiave per penetrare il mistero Fallaci, sia che ci si accinga a provarci da un angolo psicologico e sia che lo si voglia affrontare con l’aiuto del simbolismo astrologico.
Plutone, dicevamo, è il protagonista della storia, la grande prova nel destino di questa donna, la montagna  sacra non raggiunta.
Nell’oroscopo della stessa, eretto per le 23:00 del 29/06/1929, a Firenze, è al centro del quinto Settore, quello dei figli, e governa l’ottavo, quello della morte.  La mancata maternità è un punto chiave in questo oroscopo perché fa da anodo a più di un elemento di rilievo della vita del soggetto. Intanto perché la tragedia personale si è trasformata in libro-confessione subito diventato best-seller con quasi un milione di copie vendute in Italia e traduzioni in quattordici lingue, compreso l’arabo e il giapponese. Poi perché lo stesso le ha lievitato grosse polemiche ideologiche : diverse femministe l’hanno attaccata ritenendola  una semplice romantica  contraria alle conquiste del movimento. Ma soprattutto la non-maternità è stata per lei il nodo esistenziale più significativo con cui confrontare il vissuto al tessuto intricato delle aspirazioni più a monte.  Il soggetto è Cancro e si sa quanto rappresenti la maternità nella sfera emotiva di questo segno : basti pensare ai film di Bergman, per esempio la prigione, per rendersene conto. Eppure la maschera, l’abito, l’immagine apparente che ci viene dal soggetto della sua persona, sembrerebbero, aprimo esame, lontanissimi dal mondo uterino e incantato del regista svedese. Si ha piuttosto di lei un’immagine dura, di donna d’assalto, di virago. Lo stesso vale per tantissimi rappresentanti del segno che spesso, per l’appunto, si discostano alquanto dall’iconografia classica che li vede avvolti su se stessi, come il granchio, in una struttura uroborica, per somigliare invece più propriamente ai loro opposti dello Zodiaco, i Capricorno : freddi, distaccati, ambiziosi.

Ciò è dovuto agli altri valori del tema che, come in questo caso, possono dirigere l’Io in senso opposto alle sue valenze di fondo (Saturno dominante al MC), e all’esperienza infantile. L’infanzia vede solitamente i rappresentanti del quarto segno zodiacali aperti, istintivi, pronti a partecipare, ingenui, vulnerabili. Ciò li espone alle scottature che in tali condizioni si ripetono con frequenza e per questo il tenero cancerino finisce per rinchiudersi sempre più in se stesso, per diventare coriaceo, ma solo nella forma perché dentro continua ad essere un grosso sentimentale. Ed eccoci al nodo esistenziale per Oriana Fallaci : la congiunzione Luna-Urano in Ariete, in prima Casa e quadrata al Sole, congiunzione d’assalto (fa pensare ai lancieri del Bengala), che fino a quel momento della sua vita aveva “tenuto” e che ci aveva offerto della giornalista l’immagine più vincente, viene temporaneamente fagocitata dai valori cancerini risvegliati dalla grande esperienza in arrivo. La sua vita a quel punto è stata ad un bivio : se il bambino fosse nato, l’ago della sua bilancia interna non avrebbe più potuto ignorare il peso della grossa quota di sensibilità che è in lei e che si sarebbe senz’altro amplificata nell’esperienza della maternità. Ma lei ha abortito (non per sua volontà cosciente) e insieme al feto ha rimosso anche, in gran parte, questi valori, dando un colpo di timone alla sua vita, in direzione della vecchia rotta che tutto sommato meglio esprime le sue aspirazioni. Non è stata comunque un’esperienza inutile e della stessa, a nostro avviso, va lodata soprattutto la chiara presa di posizione : ha lottato (coscientemente) contro il suo aborto e, allo stesso tempo, si è battuta per assicurare alle altre il diritto alla libera scelta rispetto allo stesso. Dunque se si considera tutto questo non si può assolutamente definire antiabortista il libro anche se lo stesso è un inno alla vita, un libro “religioso” come lo definisce padre Davide Maria Turoldo.

Oltre al bambino mai nato si chiama Plutone anche il grande amore del soggetto, Alessandro Panagulis, leader della resistenza greca assassinato dai suoi dittatori. Infatti il 5^ Campo è anche quello dell’amore e Plutone governa l’8^ : la morte. E’ un altro punto cloù dell’esistenza del soggetto che con il Sole in Cancro, l’Ascendente in pesci e Venere in Toro, non può certo dirsi insensibile all’amore. Il Sole, in apparente stallo tra la quarta e la quinta Casa, è da considerare senz’altro in quest’ultima : il suo internazionalismo dichiarato e praticato (è quasi sempre in viaggio) nulla ha a che fare con la quarta Casa. Ad Alekos (Alessandro), e a sua madre, l’autrice del famosissimo Niente e così sia, dedicò il 10/06/77 la laurea ad honerem  in letteratura ricevuta dal Columbia College di Chicago. Questa importante soddisfazione personale, rilasciata da una struttura accademica non certo partigiana del suo credo politico, risulta, con le altre, nel tema di natività : Giove, signore della nona Casa (università, estero, etc.), è nella terza, in gemelli (studi, scritti, letteratura in genere). Qui è senz’altro il punto vincente del soggetto arrivato al giornalismo dopo l’esperienza di fotoreporter. Anche Mercurio, in Gemelli, al FC, è un chiaro significatore di giornalismo.  Non si può escludere tuttavia che in futuro la Fallaci si occupi anche di cinema : il Sole in 5^ il Leone in 6^, Marte e Nettuno in leone, Venere in 2^, il dispositore della 6^ in 5^. Sul Marte Nettuno in 6^ vi è da aggiungere che tale congiunzione, e la sua posizione, richiamano immediatamente il significato di “lotte ideologiche come mestiere” oppure “lavoro condotto secondo motivazioni ideologiche di orientamento”.

Vi è da dire tuttavia che il collettivo è visto dal soggetto piuttosto astrattamente essendo lo stesso un solista irriducibile : Urano congiunto alla Luna e quadrato al Sole, in Casa prima e in Ariete. Alla stessa posizione (il Sole è in 5^ e Urano governa la 12^) si deve un contributo importante alla non avvenuta maternità e la grande aggressività che lo caratterizza. Quest’ultimo punto è tra i più individuanti l’autrice di Intervista con la storia, nonostante il fatto che può capitare spesso, in aereo o in treno, di vederla ricamare come una vecchia signora di altri tempi. Al giornalista curioso risponde : “Una sciocchezza, sa. Basta un ago, un filo di lana, un disegno sulla stoffa. Mi rilassa, mi piace. Lo faccio soprattutto in viaggio. Può darsi che dimentichi il passaporto quando parto, l’ago e la lana per il piccolo punto, mai.”

Si è detto prima della “funzione” positiva di Giove nell’oroscopo in oggetto, punto vincente del cielo di nascita; viceversa tra le maggiori spine del fianco della giornalista troviamo quelle rappresentate dalla congiunzione Marte-Nettuno in Casa sesta. Alla stessa è lecito far risalire i cattivi rapporti che corrono tra lei e i colleghi in genere, soprattutto le donne. Con la Cederna, con cui è in ballottaggio (a giudizio dei più) per il ruolo di primadonna del giornalismo italiano, ruppe i rapporti diversi anni fa in seguito ad un acceso scambio di opinioni seguito alle dichiarazioni entusiastiche della Cederna sulla Cina appena visitata, dichiarazioni su cui la nostra aveva ironizzato. Più recente è la rottura con un’altra collega, Natali Aspesi. Non solo con i colleghi vive però un rapporto generalmente conflittuale : Marte è in sesta e colora di rosso il suo lavoro in genere. Rosso come la rabbia di Fellini che le dice : “disgraziata, screanzata, ballista, maleducata”. O come quella di Kissinger che fu sul punto di dimettersi dopo la sua intervista che fece scandalo. Rosso come il sangue versato nella guerra del Vietnam a cui ha assistito “in diretta” o come il suo sangue versato davanti all’Università di Città del Messico il 2 ottobre 1968 ferita dalle raffiche di mitra della polizia, durante i noti tumulti studenteschi, in uno dei suoi servizi alla baionetta.





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