ASTROLOGIA IN LINEA
ASTROMAGAZINE - RUBRICHE - Il Fatto

IL FUTURO È IN LINEA

a cura di Luna
 

Il 6 Agosto 1991 è stato un giorno di importanza mondiale. E come tale dovrebbe essere celebrato come una ricorrenza annuale.  Perché? Perché quel giorno è nata la prima vera rivoluzione nella comunicazione mondiale. Tim Berners-Lee e Robert Cailliau, due ricercatori del CERN, misero per la prima volta on-line un sito WEB, preso dall’acronimo WWW, World Wide Web. Web significa ragnatela e la traduzione letterale di WWW è “La più grande ragnatela del mondo”.
Una ragnatela di rapporti, connessioni, informazioni di qualunque tipo e natura; personali e non, affidati alla “Rete”. Oggi per sapere qualcosa, qualsiasi cosa, basta un computer, una connessione Internet ed un Click. E’ la più grande Biblioteca del Mondo. Miliardi di miliardi di informazioni costantemente aggiornate. Ai miei tempi (ho, ormai, l’età dei datteri), quando dovevamo fare una ricerca si doveva partire da casa, raggiungere una biblioteca, e fare un grande lavoro di ricerca consultando libri su libri, alla ricerca di quelli giusti per le informazioni di cui avevamo bisogno. Oggi è diverso. Basta andare su un motore di ricerca, digitare le parole chiave ed in un nanosecondo abbiamo tutto ciò che ci serve. Quasi, quasi non c’è più gusto. Ma questo non è che l’inizio.

L’incredibile evoluzione delle tecnologie ha permesso che Internet dilagasse come una Pandemia informatica propagandosi in tutti i possibili rami della nostra vita. Osserviamo dunque che l’invenzione del WEB sia stata dominata da Urano e Nettuno congiunti in Capricorno. Urano come innovazione tecnologica, Nettuno, pianeta fra le cui simbologie troviamo il macrocosmo, il tutto, la vastità, la mancanza di confini, ed il Capricorno come segno relativo alla serietà, alla durata, al dovere, al lavoro. Proprio per utilizzarlo al fine di avere un vantaggio professionale e maggiore efficienza fu messo in rete il primo sito on-line dai due ricercatori. Tim Berners-Lee, una volta messa in moto la gigantesca macchina del WWW, si vide però negare la possibilità di ulteriori ricerche ed approfondimenti presso il CERN, ma fu invitato a lavorare presso il famosissimo MIT, Massachusetts Institute of Technology di Boston, dove perfezionò la propria invenzione. Non fu certo cieco di fronte alle infinite possibilità di crescita e di utilizzo del WWW, ma intravide anche le problematiche relative. Problematiche quali la privacy, il libero accesso, la possibile diffusione di notizie false o contorte. Nel corso dell’iniziativa “Happy Birthday Web” tenutasi a Roma nel 2011, concesse un’intervista dove, fra l’altro, specificava: "dobbiamo iniziare a parlare di diritto all'accesso al web e di diritto a non essere spiati. Internet deve restare gratis, aperto e neutrale". Questo strumento di comunicazione deve essere impiegato senza timori e con la consapevolezza che esso è utile per crescere, dal punto di vista sia culturale che economico. "I governi devono usare il web come supporto perché aumenta l'efficienza e l'accessibilità ai dati".

Già, i governi e la loro politica… paradossalmente furono proprio loro a cercare di bloccare questo malsano (a loro avviso) diffondersi di informazioni in libertà. Nessun filtro, nessun controllo. La paura si è diffusa rapida come un’epidemia, e vari governi hanno cercato in molti modi di contrastare questa scomoda libertà di parola.

Nel libro “Siamo in Guerra” di Casaleggio e Grillo è così raccontato quello che è accaduto nel nostro Paese : “Nel 2009 in Italia successe una cosa straordinaria. Un evento impossibile da realizzare come infrangere le leggi della termodinamica. La politica italiana riuscì a compiere il miracolo: il numero di famiglie collegate a Internet rispetto all’anno precedente era diminuito. Nessuna nazione al mondo ci era ancora riuscita e nessuna ha la possibilità di battere in futuro il nostro record. Infatti, dalla Romania al Burundi, ovunque la diffusione di Internet cresce, e crescerà fino alla sua completa diffusione. Il trend negativo per l’Italia è continuato implacabile. Nel marzo del 2011 il nostro paese era retrocesso al settantaduesimo posto mondiale per la velocità di download,  quindi dell’acquisizione di dati e filmati da Internet. Ci precedevano nazioni come Trinidad e Tobago, il Kazakistan e la Libia. Alla domanda: «Perché in Libia c’è stata la rivoluzione e in Italia no?» la risposta è semplice: i libici si informano in Rete e gli italiani attraverso la televisione.
              
L’arretramento mondiale dell’Italia nelle telecomunicazioni, apparentemente inspiegabile, è dovuto all’infaticabile azione dei partiti contro la Rete. Tagliano i finanziamenti per ridurre il nostro digital divide,  promuovono da anni la bufala del digitale terrestre – tecnologia morta sul nascere – e creano un grande numero di leggi che di fatto tendono a bloccare la diffusione di Internet”.
Ora, per quanto ingenui, non siamo nemmeno nati ieri: sappiamo fin troppo bene che i giornali, le televisioni, le radio, sono, in qualunque paese democratico (figuriamoci in quelli a regime totalitario…), gestiti o, perlomeno condizionati dalle varie correnti di partito. Tutti dichiarano a gran voce libertà di stampa, ma non di informazione. Le notizie sono filtrate, evidenziate o sfumate a seconda della linea di partito dei vari giornalisti o redattori. Non certo una stampa di regime, questo no, ma di sicuro una stampa che prende le parti di questo o quel partito, di questa o quella grande industria, di questo o di quel grande interesse economico o bancario. Insomma, una verità con licenza d’autore...

La comunicazione in rete invece è di una libertà totale, assoluta, non condizionata e tantomeno condizionabile.  Torniamo a parlare di noi, dell’Italia. Rispetto agli altri Paesi industrializzati siamo stati un po’ delle lumachine nell’approcciarci al computer ed alla Rete, ma ora siamo in forte ripresa. Ricordo, circa 20 anni fa, di aver visto uno spettacolo di Beppe Grillo, dove parlava proprio di questo argomento. Urlando come un invasato, predicava la possibilità di acquisire informazioni dalla rete, la garanzia che queste informazioni fosse reali e non distorte per le strategie di questo o quel partito, o per tutelare interessi di qualsivoglia natura. Parlava di Rete, di Wikipedia, di motori di ricerca, di provider, di Skype e della possibilità di parlare con l’altro capo del mondo a costi ridicoli. Tutti argomenti che all’epoca ci sembravano folli, irraggiungibili, difficili da capire come una pergamena in aramaico. In uno dei suoi spettacoli denunciò, fra l’altro, la pratica, tutta italiana, di far pagare un supplemento per poter ricaricare i telefoni cellulari. Le compagnie telefoniche furono messe in condizione di toglierla velocemente, per mettersi in linea con gli altri Paesi europei, dove il suddetto supplemento non esisteva proprio. Aldilà di qualsiasi idea politica noi si possa avere, non si può mettere in discussione il fatto che Grillo è stato in Italia il vero divulgatore  per le masse di questa nuova tecnologia. Osserviamo il suo fenomeno in quanto tale: un comico, certamente molto bravo, si mette a predicare nei teatri prima ed in Rete poi, porta infine la sua parola nelle piazze, informa le persone tramite il suo sito, scrive e parla, anno dopo anno, delle malefatte di una data persona, di un dato partito, di una certa società, di un determinato interesse economico o bancario. Come le ha ottenute le sue informazioni? Non certo dalla “Gola Profonda” del Watergate americano, ma, più semplicemente, attraverso le ricerche in Rete. Mette insieme dati, fa analisi, e dà soluzioni. Intuisce lui, anni prima del mondo politico e delle banche (almeno ufficialmente…) l’approssimarsi del crack della Parmalat. Avvisa il popolo, ma rimane da solo a predicare nel deserto. All’epoca i tempi non erano ancora maturi.

Oggi lo sono, anzi, direi da almeno un paio d’anni la diffusione dell’utilizzo della Rete è dilagata e sta ormai crescendo a livello esponenziale. Un oceano infinito di informazioni che si propagano a dismisura. Astrologicamente parlando possiamo spiegarlo in questo modo: Nettuno è entrato nei Pesci dopo la sua lunga permanenza in Aquario. Una permanenza durante la quale, il Web si è raffinato, evoluto, emancipato ed è stato sdoganato completamente prendendo di prepotenza il posto del cartaceo, dando scacco matto ai libri “normali”, alle riviste patinate, alle classiche ricerche in Biblioteca. Anni nei quali è divenuto normale comprare oggetti tramite Internet. Ma non solo quelli, ormai ordiniamo la spesa al computer, prenotiamo cinema e teatri, esprimiamo pareri, comunichiamo con gli amici, diffondiamo notizie, fotografie, filmati. Ormai il 90% di ciò che ci circonda è governato dall’informatica. I computer sono nelle case, nelle ditte, nelle fabbriche, nelle centrali elettriche, nei trasporti pubblici. Tutto è governato dall’informatica e dal WEB. Tutto è ormai connesso. Tutti noi possiamo comunicare con chiunque attraverso il WEB. Possiamo parlare di noi, delle nostre idee, scambiare informazioni, essere al corrente di qualsiasi cosa in tempo reale.  Se, Dio non voglia, venisse a mancare l’energia elettrica sul globo terrestre, saremmo davvero in braghe di tela. Ci manca poco ormai perché tramite WEB si possa votare, e perché no…. governare anche noi, quantomeno attraverso l’espressione del nostro parere su questa o quella legge, provvedimento, decreto o progetto. In questo do assolutamente ragione a Grillo. Che ci piaccia o no, un comico è diventato il Leader di un  Movimento che ha preso il 25% dei voti durante le ultime elezioni politiche e vi è riuscito attraverso la diffusione delle sue idee e delle sue intenzioni via Internet. Pensieri, parole ed opere… senza omissioni, messi in Rete giorno dopo giorno, anno dopo anno. Ha messo insieme una ragnatela composta da persone che neppure si conoscevano, portandole ad agire in nome di una comune idea. Questo è il potere della Rete, e non si può certo prendere sottogamba. Chi lo ha fatto si è dovuto amaramente ricredere. Quell’uomo che un politico tedesco ha stupidamente definito “ Clown” è diventato uno dei tre politici italiani più importanti e votati.

Attraverso la Rete noi dobbiamo essere trasparenti, corretti e pretendere trasparenza e correttezza. Credo davvero che la presenza di Nettuno nel segno dei pesci contribuirà, come sua natura, a dare un imprinting più maturo e tollerante all’utilizzo di questa meraviglia tecnologica che è la Rete. Non le regole serie che può apportare Saturno, o la Rivoluzione tecnologica e non, che promette Urano, ma, semplicemente un uso della Rete “umanistico”, una forte sensibilità nei confronti del prossimo, un rispetto degli spazi e delle opinioni altrui, un’empatia nei confronti dell’umanità intera accettando le differenze fra tutte le sue parti. Nettuno, si sa, abbatte i confini, toglie paletti, espande l’orizzonte in modo che noi si possa superare i nostri limiti, ma mai quelli dell’educazione e di una sana convivenza sociale. Voltaire diceva: “Non condivido la tua idea, ma darei la mia vita perché tu la possa esprimere” e questo dovrebbe essere l’atteggiamento di chi utilizza il WEB come strumento di informazione. Uno strumento utile a tutti, a disposizione di tutti, per aiutare tutti.
In questo settore siamo nel corso di un’infanzia tecnologica. Siamo bambini entusiasti, ma troppo inesperti, messi nelle stanze dei bottoni. Possiamo fare molti danni, ma se sapremo comportarci con maturità, intelligenza, empatia e competenza, questo strumento sarà il più grosso passo avanti dell’umanità nel settore delle comunicazioni interpersonali, nella ricerca, negli scambi scientifici e tecnologici, nell’istruzione, nelle decisioni di potere, nella gestione della nostra quotidianità,  nella normale amministrazione delle nostre finanze, nei nostri acquisti e nelle nostre scelte. Sarà funzionale nei rapporti Cittadino-Stato di qualsiasi natura, snellirà l’odiosa burocrazia, diminuirà i costi in tempo e danaro per le normali pratiche necessarie ad ognuno di noi per la nostra vita sociale. Se sapremo “crescere” insieme alla diffusione del Web, se sapremo confrontarci con gli altri e con il mondo intero con rispetto ed intelligenza, in pochi anni questo strumento informatico renderà davvero più facile la nostra vita e quella di ogni singolo abitante di questo tanto vituperato pianeta.

E’ solo questione di tempo, ma Nettuno, si sa, è un pianeta lento, molto lento… ma incredibilmente efficace.





Copyright (c) 2003 Astromagazine - la rivista di Astrologia in Linea - Tutti i diritti riservati