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IL COLORE DELLE EMOZIONI

a cura di Lidia Fassio
 

Un gruppo di ricercatori finlandesi ha concluso uno studio parecchio interessante sulle emozioni. Solitamente, nel linguaggio comune, utilizziamo delle frasi per indicare ciò che proviamo all’interno del nostro corpo quando siamo in preda ad un’emozione forte ed oggi, grazie a questo lavoro, è possibile capire con esattezza quali organi del corpo attivano le principali emozioni comprendendo meglio ciò che, da sempre abbiamo avvertito.

Frasi tipo: “ho un brivido lungo la schiena, ho un nodo in gola”, piuttosto che “ho sentito un colpo al cuore”, o ancora, “mi si ritorcono le budella”, sono dunque molto precise perché, oggi,  hanno anche una validità scientifica.

Le emozioni sono universali, appartengono a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla razza e dalla cultura, proprio perché sono reazioni fisiologiche naturali che servono a comprendere le reazioni del nostro corpo e permettono a chiunque di capire ciò che prova un’altra persona.

Fino ad oggi sapevamo che ad ogni stato d’animo corrispondono determinate sensazioni che servono ad informarci di ciò che sta accadendo al nostro interno; oggi possiamo andare molto più in là e conoscere con esattezza quali parti del corpo si attivano in quei frangenti, collegandole così agli organi più interessati.

Lo studio è stato fatto su 701 persone appartenenti a razze diverse ed ha dato risultati sorprendenti che sono poi stati riportati in uno  studio di cui riassumiamo i fatti più salienti. Lo studio ha riscontrato che nei depressi non vi è alcuna attivazione per cui, non risultano esserci emozioni e i soggetti hanno uno scarsissimo afflusso di sangue agli organi del corpo. In pratica funzionano al minimo, per la sopravvivenza ma senza calore o reazione.

Lo studio ha prodotto una tabella con 14 sagome umane che rappresentano 14 stati d’animo diversi, collegati alle emozioni corrispondenti; tra di esse vi sono anche due sagome rappresentanti la neutralità e la depressione. Alle persone che hanno partecipato allo studio sono stati sottoposti filmati, immagini toccanti e racconti particolari, dopo di che è stato loro chiesto di indicare sulle sagome umane disegnate i punti del corpo che si erano attivati e quelli che erano rimasti neutrali.

Per individuare le emozioni sono stati utilizzati dei colori che vanno dall’azzurro fino al giallo passando attraverso tre diverse gradazioni di blu, il rosso intenso e il giallo. Partendo dal basso abbiamo gli azzurri e i blu che indicano neutralità fino ad arrivare al rosso e al giallo che invece rappresentano la massima concentrazione di attivazione. Ovviamente i colori sono in relazione all’energia: poca energia negli azzurri, molta energia e molto calore nelle zone colorate di  rosso e di giallo.

In questo modo, attraverso le sagome è stato possibile individuare le zone di attivazione e la carica che la persona avverte nel momento in cui vive un’emozione.

Le emozioni studiate sono:
l’ansia, la sorpresa, la tristezza, la felicità, il disgusto, la paura, la rabbia, l’amore, il disprezzo, la depressione, l’orgoglio, la vergogna e l’invidia.

Daniel Goleman, precursore nella ricerca sulle emozioni, aveva teorizzato che le emozioni attivano i flussi sanguigni spingendo la nostra linfa vitale in particolari zone del corpo; ed è proprio da queste sensazioni che hanno preso vita le frasi elencate sopra. Goleman sostiene che, quando proviamo rabbia, il sangue tende ad attivare le zone cardiache, le braccia e la testa; è curioso che noi abbiamo sempre utilizzato frasi del tipo: “mi prudono le mani, oppure, mi va il sangue alla testa”.

Ebbene, nella sagoma umana rappresentante la rabbia, tutto il busto, le braccia e la testa sono di colore giallo rosso a dimostrazione dell’intensità dell’attivazione ma anche della forza che nasce da questa emozione che, intensifica l’energia nel cuore, nella testa e nelle braccia, preparando alla difesa o alla fuga. La zona del torace è legata al cuore e ai polmoni e, sappiamo che le emozioni intense, cambiano sia la frequenza cardiaca che quella respiratoria.

La testa è sempre coinvolta ad eccezione della tristezza e della depressione a dimostrazione dello scollegamento parziale o totale con la vita che caratterizza questi stati d’animo.

L’emozione che coinvolge tutto il corpo, piedi compresi, è la felicità in cui tutte le zone sono rosse mentre, quella del cuore e la testa sono color giallo intenso. Come a dire che quando siamo felici tutto il nostro corpo partecipa attraverso un afflusso eccezionale di sangue il che può essere paragonato ad uno stato di vera unità in cui niente è scollegato. Sappiamo che la felicità è uno stato nettuniano superiore, un’emozione di vetta che, come direbbe Assagioli, simboleggia  uno stato di  armonia totale.

La paura, attiva la zona del ventre a dimostrazione della visceralità e del luogo da cui origina questa emozione, poi attiva tutta la zona del torace e parte della testa. La zona del cuore è particolarmente evidenziata dato che la paura aumenta la frequenza dei battiti.

La vergogna attiva poche zone del corpo, la zona del cuore di un rosso leggero, la zona dello stomaco, la testa di colore rosso, e la zona degli occhi di colore giallo intenso. Quando siamo preda di questa emozione abbiamo infatti la tendenza ad abbassare gli occhi.

L’amore è un altro stato d’animo che richiama una grossa attivazione del corpo, praticamente tutto ad eccezione delle gambe e dei piedi. E’ la seconda emozione in ordine di importanza di attivazione e possiamo dire che è un altro dei sentimenti di grande unità.

L’invidia attiva collo e testa in rosso e la zona del plesso solare, sempre in rosso, mentre, il disprezzo attiva solamente la testa con colorazione che va dal rosso al giallo.

La testa è la zona che è sempre coinvolta ad eccezione dello stato di depressione in cui niente è attivato ma la sagoma risulta di colore azzurro chiaro mentre, nello stato neutrale vi è una colorazione di blu intenso in tutto il corpo.





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