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CANI E GATTI COME FIGLI

a cura di Lidia Fassio
 

E’ sempre più frequente incontrare coppie anche abbastanza giovani che, per scelta o per altre motivazioni, non hanno figli e decidono di prendersi un cucciolo di cane o di gatto sul quale riversare la loro capacità di cura e di amore; per questo viene spontaneo chiedersi se amano il loro animale per quello che è, oppure se questo sostituisce psicologicamente il figlio mancato o il figlio non voluto o, piuttosto, se serve a riempire un vuoto mai sondato fino in fondo?

Di sicuro c’è un miscuglio di tutte e tre le cose.

La nostra società è a crescita pressoché zero il che significa che i giovani non riescono a vivere con entusiasmo l’idea di formarsi una famiglia e di mettere al mondo dei figli e questo non può essere solamente legato al non volersi assumere responsabilità ma alle difficoltà che le nuove generazioni vivono rispetto al futuro che, giorno dopo giorno, appare loro sempre più incerto dato che la crisi continua e i lavori sono sempre più precari per cui è sempre minore la certezza  di poter garantire ai figli un futuro di radioso e pieno di possibilità.

Durante i giorni dei lavori del Sinodo della Famiglia, anche papa Francesco ha fatto un accenno al problema delle coppie senza figli, rivolgendosi però in modo specifico a quelle che, per egoismo, preferiscono non fare figli per potersi permettere tutto ciò che vogliono senza doversi confrontare con i limiti e gli impegni che i figli portano con sé.

Il suo discorso ha sollevato parecchie polemiche anche se era finalizzato a mettere in luce un comportamento anch’esso frequente nelle società avanzate e non era  certo teso a sminuire il valore di un matrimonio senza figli, come invece è stato interpretato da molti.

Di fatto si vedono con sempre più frequenza coppie senza figli ma con animali e non si può sottovalutare il fatto che da alcuni anni anche nei tribunali si discutono cause di separazione in cui si litiga  non per l’affidamento di un figlio ma per quello dell’amico cane o gatto; come a dire che sono tante le persone che investono i loro  sentimenti e la capacità di prendersi cura sugli animali domestici e, in modo particolare sul cane che sa essere un vero e proprio amico con cui condividere molte cose; sul piano psicologico parliamo di un vero e proprio rapporto oggettuale. 

Ho conosciuto coppie separate che si gestiscono l’affidamento congiunto del loro amico, nel senso che magari il cane vive a casa di lei ma, nel week end trasloca a casa di lui; oppure, lei lo porta fuori al mattino e lui si incarica di fargli fare la passeggiata serale.

Quando invece la coppia convive regolarmente, finisce per vivere il cane esattamente come vivrebbe un figlio, ovviamente, senza l’impegno a lungo termine che caratterizza invece il rapporto parentale.

Il cane è in grado di amare incondizionatamente tutti i membri di una casa anche se, in genere, subisce maggiormente il fascino di uno di essi a cui si rivolge come al capo branco; il cane è in grado di comprendere perfettamente chi deve seguire e chi, invece, deve proteggere assumendo il ruolo di tutor nei confronti dell’amico che sente più debole.  Ogni cane è comunque felice di proteggere il suo gregge e la sua casa.

Tutti noi che amiamo i cani sappiamo di cosa sono capaci e quanto sanno dispensare affetto ma, proprio perché hanno una loro personalità, non può  intendersi come un mero sostituto del rapporto filiale in quanto, gli animali costituiscono un mondo a sè e sono effettivamente degli amici  a pieno titolo pur mancando della capacità di crescita e di autonomia che è impareggiabile nei bambini che, ovviamente, si affrancano sempre più dai genitori fino a che non  usciranno definitivamente di casa.

I cani restano invece “bambini a vita” perché, anche se crescono e diventano adulti, dipendono sempre dall’affetto e dalle cure dell’uomo  che, per contro,  può attraverso di loro fare esperienza di come prendersi cura e vivere con qualcuno che dipende e che ha bisogno di lui.

Alcune coppie infatti scelgono il cane perchè fanno pratica nel “prendersi cura”  senza essere pressati dall’immensa responsabilità che si devono assumere nell’avere un figlio; c’è chi adotta un cane per puro spirito di solidarietà ed è il caso delle coppie in cui batte un cuore animalista e che decidono di prendere un animale togliendolo così dal canile; anche molte coppie anziane possono riversare il loro affetto su un cane che, oltre ad offrire loro sicurezza e protezione, sprona ad uscire di più per portare a spasso il loro amico; in molti casi il cane diventa il catalizzatore di una maggior socializzazione oltre che di movimento.

Anche i single hanno spesso hanno un animale; le donne di regola preferiscono il gatto che pare più affine e che  gode di  maggior indipendenza, mentre gli uomini sicuramente puntano di più sul cane che può diventare anche una buona fonte di incontri; il gatto sta volentieri da solo durante il giorno perché è un animale prevalentemente notturno che può adattarsi meglio ai ritmi di chi lavora e può stare anche due giorni solo nell’appartamento mentre il cane ha bisogni imprescindibili e necessita di uscire e camminare o correre almeno una volta al giorno.

Alcune  coppie  scelgono il cane nella fase in cui non vogliono ancora un figlio perché magari vogliono prima acquistare casa e attendere una maggior stabilità economica o professionale per poi decidere per la paternità o maternità.

Sicuramente molto diversa è la psicologia di una coppia che rinuncia ad avere un figlio in favore di un cane e, magari, è da ricercarsi nella paura di diventare genitori in una situazione di precarietà oppure, per problemi vissuti nell’infanzia che hanno segnato indelebilmente la loro voglia di dar vita; altre volte la scelta è da ricercarsi nella maggior facilità di educazione ed anche nel minor dispendio di energia, di impegno e di investimento. I cani sono incredibilmente obbedienti ed adattabili;  hanno bisogno di minori attenzioni e adorano stare insieme agli umani senza essere totalizzanti come i bambini e, se per caso, si deve andare fuori una sera, non è un problema, non c’è  bisogno di prendere una dog sitter. A livello cosciente c’è sicuramente l’alibi del minor impegno ma, inconsciamente, dietro a questa motivazione si cela in realtà una fortissima paura del futuro che porta la coppia a non dar vita ad un figlio  perché sente che le certezze sono poche o perché le due persone si sentono inadeguate come genitori.

Poi ci possono essere  coppie che nutrono  tratti fortemente egoistici e che hanno una scarsa predisposizione verso i bambini, soprattutto quando sono piccoli; non si può arrivare a casa la sera e buttarsi su un divano se c’è un bambino mentre, il cane aspetterà pazientemente che il suo amico si riposi un po’ e poi si alzi e lo porti fuori, ma sicuramente è molto meno esigente e basteranno due coccole, un po’ di crocchette ed una breve corsa al parco perché si senta felice ed appagato.

I bambini hanno bisogno di tantissime cure, si devono rispettare orari perché è proprio la ritualità a creare in loro la sensazione di stabilità e di sicurezza; necessitano di un costante supporto emotivo e psicologico che deve aumentare quando affrontano le fasi più difficili dell’infanzia e necessitano di presenza e di affidabilità  ma soprattutto di amore, senza contare che quando hanno  problemi, questi toccheranno in profondità anche gli adulti; in effetti mentre loro crescono i genitori modificano il loro modo di essere e le loro idee mentre i cani si adattano a qualunque adulto senza mai metterlo in discussione, semplicemente lo accettano e lo amano per come è; hanno un ruolo di contenimento e sono molto empatici e attenti agli stati d’animo del loro amico ma, non hanno bisogno che l’amico si occupi dei loro stadi psicologici anzi, sono capaci di dare equilibrio e sono felici qualunque cosa gli si proponga di fare mentre i figli, man mano che crescono, obbligano a  discussioni e negoziazioni pressoché quotidiane perché hanno le loro idee e vogliono fare di testa loro e, soprattutto, non accettano le regole che invece, vengono accettate dagli amici a quattro zampe.





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