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FRIDA KALHO E DIEGO RIVERA - UN AMORE DI NEBBIA E FUOCO

a cura di Elena Cartotto
 
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Un amore nettuniano, di arte e di fughe, tra tradimenti e poesia, eccessi e disperazione.
La messicana Frida Kahlo, Cancro, fu tra i massimi esponenti della pittura del XX secolo. Protagonista con il Sagittario Diego Rivera di uno di quegli amori assoluti e impossibili che alla stregua di un dipinto d’autore è rimasto nell’immaginario romantico collettivo, forse con il suo Sole, simbolo del maschile, congiunto a Nettuno, era fin dalla nascita predestinata a uomini inafferrabili e fuori dai canoni. Fuori dai canoni, infatti, furono anche i suo amanti: basti pensare a quel perfetto trigono d’acqua che la Cancro Frida ricostruì da un lato col Pesci André Breton poeta surrealista, e dall’altro con il rivoluzionario Trotsky , passionale Scorpione. Fu proprio di Breton la più bella definizione della pittura di Frida, “a ribbon around a bomb”, quasi un implicito riconoscimento al suo ascendente Leone e a quella esplosiva 5^ casa in cui la pittrice aveva congiunti Marte e Urano, stigmate certa dei suoi amori incerti e furiosi.

Forse Frida confondeva l’amicizia con l’amore, difficile fare diversamente con quattro pianeti in 11^ casa e una congiunzione Venere/Plutone nell’androgino segno dei Gemelli. Non era questione di sesso, o almeno non solo, visto che la passione la legò anche ad alcune celebri donne.
Pare quasi uno scherzo del destino, ma anche Diego Rivera il suo grande amore, sposato due volte e rinnegato almeno un centinaio, aveva un luminare, e nel suo caso proprio la Luna, ossia il femminile, congiunto a Nettuno. Tra i due quasi un gioco di specchi che forse li bloccò, ma solo per quell’attimo di eterno, in un fermo immagine. A rimarcarlo anche le Lune congiunte nel segno del Toro: avevano la stessa anima, un’anima venusiana di colori, bellezza, vita, sensualità divorante.

L’amara verità, però, è che il fato assegnava a Rivera un destino sentimentale complicato e ramingo identico a quello della sua compagna e che si concretizzò nel suo ben noto girovagare tra  donne inafferrabili, fuori dall’ordinario, e nel suo caso spesso straniere data la presenza della Luna in 9^ casa e di Venere in Sagittario. Frida fu infatti la seconda moglie di Rivera, la prima era stata una pittrice russa. Il Sole – uomo di Frida e la Luna – donna  di Rivera non potevano quindi stare fermi: Nettuno li condannava al cambiamento, allo sperimentalismo, alla ricerca voluta, talvolta subita, di sensazioni, anche erotiche, sempre nuove e diverse. Che Nettuno sia stato il grande burattinaio di tutta la loro storia sembra scriverlo, tra le righe, la stessa Frida, in una lettera mai spedita a Rivera: “La mia notte si scava fino a non sentire più la carne e il sentimento diventa più forte, più acuto, privo della sostanza materiale …”. Cosa c’è di più nettuniano della smaterializzazione della carne? Infondo anche la Luna di Frida era congiunta al Nettuno di Rivera e in più il Nettuno di Rivera dominava l’oroscopo di Frida in quanto congiunto al suo Zenit. Nettuno fu quel loro amore incondizionato, fedifrago e ossessivo, ma anche l’arte sublime che unì il destino di entrambi e che contribuì alla loro fama di coppia artistica.

A un passo dalla Luna di Frida e ad essa strettamente congiunto spunta, però, anche il Plutone di Rivera. Ed ecco l’immenso e quasi oscuro potere che Rivera riusciva ad esercitare su Frida e sul suo mondo emotivo attraverso le manipolazioni e i tradimenti, il peggiore con la sorella della stessa Frida. Ma Plutone è anche quella “carne” appassionata e dolorosa di cui Frida parla nei suoi scritti e che Nettuno tenta di superare, quasi a sancire un legame tra i due, al contempo, angelico e demoniaco.

La carne e il corpo sono ridonanti nell’arte e nel sentire di Frida che estrasse dai suoi infernali problemi fisici, tra incidenti e malattie, gli elementi simbolici del suo universo artistico, ma anche amoroso. Lei aveva Marte in Capricorno in 5^ casa, esattamente congiunto al Marte di Rivera. Un aspetto esplosivo che invece di compensare, esasperò in maniera tragica l’opposizione natale di Frida tra la congiunzione Marte e Urano in 5^ e quella tra il Sole e Nettuno in 11^. Quel Marte in 5^ fu la passione, ma anche la guerra. E se non fosse intervenuto Nettuno a portare nebbie e veli, a colmare con l’immaginazione le falle della realtà, a confondere le menti di Frida e Diego con l’arte, la tequila, le droghe e i tanti amanti di entrambi, forse davvero i due si sarebbero uccisi per il troppo amore, impossibile da contenere in una casa, in una famiglia, in una vita felice, anche se felici forse,  a loro modo, lo furono, come sembra indicare il Giove di lui in splendido aspetto alla congiunzione Venere-Plutone di lei.

Il Saturno di Rivera sul Sole di Frida segnò, per lei, l’incontro con un uomo nettamente più grande di età e di potere, un potere esercitato attraverso le sue opere creative di forte matrice sociale. Sono per altro cosa nota i forti legami della coppia Kahlo - Rivera con gli ambienti artistici, intellettuali e politici della loro epoca.

La congiunzione Venere-Plutone di lei nella 10^ casa di lui, settore collegato al lavoro e al successo, portarono Rivera ad ammettere pubblicamente il genio della moglie. Si spese molto, dopo la morte di lei e verso la fine della sua propria vita, per far conoscere le opere di Frida a cui, sulla probabile spinta del suo trigono Luna – Marte, riconobbe perfino un primato: “Frida è la prima donna nella storia dell’arte ad aver affrontato con assoluta e inesorabile schiettezza … quei temi che riguardano esclusivamente le donne”.





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