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RICHARD BURTON E LIZ TAYLOR - PLUTONE E PROSERPINA

a cura di Elena Cartotto
 
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“Prometeo è stato punito dagli dei per aver rubato loro il fuoco. Io sarò punito per sempre dagli dei perché mi è stato donato il fuoco ed ho cercato di spegnerlo. Il fuoco - ovviamente - sei tu”. Così scriveva Richard Burton a Liz Taylor che con la sua congiunzione Venere/Urano in Ariete angolare al Fondo Cielo al trigono di Giove in Leone e dell’ascendente Sagittario, era una dea del fuoco camuffata dietro splendidi e sognanti occhi d’acqua.

Liz, Pesci, aveva un destino sentimentale tracciato da quella congiunzione Sole/Marte opposta a Nettuno, stigmate dei suoi eccessi e delle sue nevrosi quanto della natura dei suoi uomini instabili, deboli, viziati e dipendenti anche, e soprattutto, da lei. Eddie Fisher scaricato per Burton le puntò, con le lacrime agli occhi, una pistola contro, e lo stesso Burton, con la sua quadratura Sole/Nettuno, ogni volta che litigava con Liz, s’immergeva nei fiumi dell’alcool che da vizio divenne col tempo una vera e propria condanna. Lei stessa quando Richard tentennò nel lasciare la moglie Sybil finì in overdose di sonniferi. Le solite storie nettuniane verrebbe da pensare, se non fosse che i due artisti, attori eccelsi, forse ci giocarono un po’ sopra con il gusto, nemmeno troppo nascosto, di interpretare se stessi. Il loro affezionato pubblico, dopo le riprese del kolossal “Cleopatra” nel 1962 che li vide innamorarsi sul set, era ormai il mondo intero.

Più che Nettuno, qui il grande regista sembra essere stato Plutone:  basti pensare alla magnifica Luna in Scorpione di Liz al trigono di Sole e Plutone, e al Sole in Scorpione di Burton congiunto a Saturno, sestile a Giove e in grande trigono con Plutone e Urano. Insomma due personalità fascinose, determinate, carismatiche, ma anche manipolatrici, capaci di gestire con lucidità e luciferina intelligenza le proprie passioni e i propri drammi trasformandoli in un permanente show. Un carrozzone che faceva business se si pensa alla regale coppia che girava in ogni dove, tra set e vacanze, con un circo di aiutanti, tate, cani, gatti, parrucchieri, truccatori e sempre in prima pagina sui rotocalchi gossippari dell’epoca. Del resto se così non fosse stato come spiegare il successo professionale ed economico di dimensione planetaria di un ex minatore gallese orfano di madre e figlio di un alcolista e di una ragazzina, Liz, all’epoca dei suoi esordi decisamente bassa e rotondetta anche se con occhi maliardi? Pare un po’ la storia mitologica di Plutone/Burton, dio degli inferi, che rapisce una compiacente Proserpina/Liz. E sono tipicamente plutonici anche i regali di Richard a Liz, ossia gioielli di valore incalcolabile come il diamante Krupp o il  celebre Taylor- Burton i cui carati non si contano. Lei parla di Plutone quando arrabbiata con Burton gli dà del bifolco rozzo e volgare, e lui è carnalmente plutonico quando la definisce “… un’amante selvaggia … bella al di là di qualsivoglia sogno di pornografia …”.

Ma l’amore, quello vero, per quanto mascherato, teatrale, scenico, borioso, ci fu, eccome se ci fu. Lui con la sua Venere in Capricorno al Medio Cielo in trigono alla Luna in 6^ Vergine sembrava proprio destinato ad un grande amore nell’ambito del lavoro con una donna che avrebbe contribuito grandemente al suo successo, alla sua fama e alla sua immagine sociale. Come mai, viene da chiedersi, un uomo raffreddato da una Venere e da una Luna in segni così poco espansivi e dominato da una congiunzione Sole/Saturno è esploso come un vulcano innamorato? Per un aspetto da manuale: la congiunzione quasi al grado della Luna di Liz al Sole/Saturno di Burton. Erano anime gemelle, incastro di Sole e Luna, del principio maschile con quello femminile: così maschio lui e così femmina lei da essersi perfettamente calati nel ruolo che le stelle avevano predisposto per loro. Un rapporto da cui, forse, sarebbe stato poi impossibile uscire, visto che nel connubio Sole/Luna era coinvolto anche un pianeta come Saturno a sancire un legame serio, importante, duraturo, fonte di sfida, ma anche di prove e imponenti responsabilità. E lui lo scrive chiaro in una delle sue lettere d’amore a Liz: “… hai un’enorme responsabilità sulle spalle perché se mi lasci davvero, dovrò uccidermi. Non c’è vita senza te ed io ho paura. Sono spaventato. Perso. Solo”.  Qui è proprio la congiunzione Sole/Saturno di Burton a parlare, con quel terrore tutto saturnino di ritornare nella solitudine, nel gelo, in quel mondo privo di ogni incanto ed emozione, che era il suo inferno, prima dell’incontro con la magica e scorpionica Luna di Liz.

Eppure si lasciarono, divorziarono, si odiarono, si tradirono, s’insultarono, se ne dissero di tutti i colori, ma poi si risposarono: era, però, il canto del cigno. Dov’è la stabilità saturnina verrebbe da chiedersi? La stabilità ci fu, ma solo a tratti. Il “per sempre” non poteva esistere nella vita di una donna segnata da una congiunzione Venere/Urano in Ariete in casa quarta: non si contano i mariti della Taylor che ad ogni collasso amoroso continuava a ricostruire amori e famiglie, forse sull’onda di quell’ottimismo a fondo perduto dato dal suo trigono Venere/Giove.  E poi non erano tutte rose e fiori, l’attrazione tra i due si giocò dialetticamente tra l’assoluta identità e la totale opposizione. Del resto, tanto travolgente erotismo, non sarebbe potuto emergere senza l’alta tensione della differenza. Da una parte una congiunzione Sole/Luna, dall’altra, a fare da controcanto, lo stesso aspetto al contrario: un’opposizione Luna, quella di Burton, e Sole, quello della Taylor. E che dire del Marte in Bilancia di lui che vedeva nei valori Ariete di lei un perenne attentato alla sua estetica della vita?

Forse oggi Plutone e Proserpina, come racconta il mito, continuano ad amarsi nel mondo infero.





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