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SATURNO IN CAPRICORNO. LA STRUTTURAZIONE

a cura di Sandra Zagatti
 

Saturno è entrato in Capricorno il 20 dicembre 2017 e rimarrà nel segno per circa tre anni: per la precisione, entrerà in Acquario una prima volta il 22 marzo 2020, poi durante la retrogradazione tornerà già il primo luglio sugli ultimi gradi del Capricorno, per lasciare definitivamente il segno il 21 dicembre 2020. In tutto questo periodo ovviamente entrerà in contatto con altri pianeti, i quali andranno a potenziare oppure frenare o calibrare le energie del suo transito, con espressioni diverse a seconda dei casi, come vedremo. Resta il fatto che Saturno ha il proprio domicilio in Capricorno, quindi è particolarmente a suo agio in questo segno, oltre che particolarmente potente.

Il Capricorno è il segno che inaugura l’inverno e segue la spoliazione autunnale della natura, accompagnando una fase di quiescenza vegetativa dove tutto sembra fermarsi, ridursi, chiudersi in sé. L’attesa della rinascita non è una garanzia che autorizzi la pigrizia, semmai una lenta costruzione, una preparazione intima e sofferta. Ciò può essere ben inteso come metafora, laddove la vecchiaia della vita si ripropone, in cicli diversi della stessa esistenza, ogni volta che dobbiamo abbandonare un certo passato per lasciare spazio al futuro, e intanto immergerci in un indefinito tempo presente fatto di “non più” e “non ancora”… Ed è proprio in tale sensazione che Saturno esprime il suo ruolo più profondo, la simbologia di quegli anelli che isolano, limitano, tolgono, ma insieme contengono e proteggono, quasi custodendo il seme sotterrato e moribondo, affinché possa morire e rinascere.

Saturno è stato definito in tanti modi, tutti a loro modo corretti: il “vecchio saggio”, il “guardiano della soglia”, il “giardiniere che pota i rami secchi”, il “maestro del tempo” eccetera. Nessuna di queste definizioni ha significati di espansione ma ognuna porta con sé il senso di una crescita innanzitutto interiore, che tuttavia prevede e richiede di accettarne le condizioni. Per questo non c’è semplice ozio in tale attesa del dopo, non c’è sonno in tale apparente stasi, bensì un’opera consapevole e responsabile di ri-strutturazione. La chiave sta nel sapere, anzi nel capire, cosa debba essere abbandonato o superato perché non serve più, non conta più, non appartiene più ai nostri valori; nel riconoscere – spesso con amarezza –ciò che nel nostro cammino ha ormai il peso di una zavorra più che di una valigia. Vero è che, dal passato, tutti abbiamo il diritto e il dovere di trattenere l’insegnamento, l’esperienza, ciò che appunto può avere utilità anche in futuro, e già questo processo di scelta onesta, lucida e rigorosa è di per sé una maturazione e una trasformazione.

Non è facile. Lo sa bene chi di nascita ha pianeti in Capricorno o un Saturno dominante, e lo sa chi ha sperimentato i transiti dello stesso Saturno sui pianeti personali e soprattutto sui Luminari. Insomma lo sappiamo un po’ tutti e non a caso Saturno ha accumulato una fama così negativa fin dai tempi in cui era considerato l’ultimo pianeta del sistema solare. È comunque l’ultimo visibile a occhio nudo, e ciò dovrebbe modificarne almeno in parte la sinistra nomea. Intanto perché non si limita mai a demolire ma, anche quando lo fa, è solo per ricostruire meglio; basterebbe il senno del poi per riabilitarlo in tal senso. Inoltre, è proprio la sua “visibilità” a contraddirne gli stereotipi di pianeta oscuro e malefico, suggerendo che il suo compito – pur ingrato – è spesso già evidente nelle premesse, rifiutato e rimandato ma mai davvero incomprensibile o imprevedibile. Saturno non fa nulla che non abbia una causa e un fine, nulla che non abbia un senso utile, nulla che a quel famoso senno del poi non appaia come giusto o appunto funzionale ad altro. E a dirla tutta siamo noi a fare ciò che chiamiamo “transito di Saturno” per convenzione o comodità: siamo noi che, con buon anticipo rispetto agli eventi più faticosi che ci costringono ad andare avanti, potremmo intravedere il futuro che ci aspetta, se solo smettessimo di tenere lo sguardo della coscienza rivolto all’indietro…

Anche in assenza di transiti veri e propri, tutti siamo e saremo coinvolti da questo passaggio di Saturno in Capricorno: in qualche misura a livello individuale e ovviamente a livello collettivo. Se infatti è vero che tre anni non segnano da soli un’epoca, è anche vero che nessun periodo è a sé stante ma segue e precede altre fasi, così come Saturno stesso intercetterà i cicli planetari con Urano (trigono), Nettuno (sestile), Plutone (congiunzione), sino alla Grande Congiunzione con Giove che sarà attiva già sugli ultimi gradi Capricorno e precisa a inizio Acquario il 21 dicembre 2020.

Possiamo subito notare la mancanza di aspetti dissonanti: ciò non significa che i tempi saranno solo o sempre facili (certe congiunzioni hanno un forte impatto) ma è comunque un fattore incoraggiante, ancor più considerando la lunghissima e pesantissima quadratura Urano-Plutone che ha caratterizzato il lustro tra il 2012 e il 2016.

Partiamo da Urano, che è entrato in Toro a metà maggio 2018 e sarà in orbita di trigono a Saturno nella seconda metà di agosto. Per via della retrogradazione del pianeta (Urano rientrerà un’ultima volta in Ariete tra novembre 2018 e marzo 2019), questo trigono non si ripeterà ma la sola alleanza zodiacale tra Capricorno e Toro, che si ripropone dopo i trigoni che i pianeti hanno già formato tra i rispettivi segni di Fuoco nel 2017, sottolinea l’importanza del nuovo Elemento Terra per i prossimi tempi: un Elemento che parla di concretezza, responsabilità, austerità e forse anche di sacrifici, e che ha particolari competenze sulla sfera economica ed ecologica. In tal senso Saturno sarà un severo supervisore dei necessari approcci costruttivi, ma le sue espressioni più tradizionaliste e conservatrici verranno ridimensionate da Urano, il pianeta del rinnovamento. Viceversa, da un segno Fisso come il Toro, Urano non potrà forse accompagnare cambiamenti rivoluzionari, ma chiederà e offrirà interventi diretti e più incisivi su quei settori che da anni ormai attendono di essere sbloccati, affrontati diversamente, aggiornati.

Penso per esempio al discorso energetico, alle fonti “alternative”, sostenibili e rinnovabili, all’esigenza di individuare e finanziare una maggiore autonomia, che comprenda la riduzione degli sprechi, dell’impatto ambientale e dell’inquinamento. Il Toro ha anche a che fare con l’alimentazione e l’abbondanza, il sostentamento, per cui potrà esserci una maggiore attenzione alle risorse naturali, alla biodiversità e all’equilibrio degli ecosistemi. È possibile che da un lato verranno promosse le coltivazioni locali, la permacultura, i mercati “a km zero”, da un altro lato che vengano incentivate le bio-tecnologie, con particolare riferimento alle sementi sterili che non a caso hanno un importante aspetto di tipo economico, legato ai diritti di proprietà delle varietà più produttive e redditizie. Tra il futuro di Urano e il passato di Saturno potrebbe essere trovato un equilibrio, una collaborazione, unendo la scienza con la “saggezza popolare” a favore del ripristino di antiche o autoctone varietà ortive o arboree, di metodi biologici o più rispettosi nella catena che porta dal produttore al consumatore, con un maggiore controllo da parte degli stessi su ciò che rispettivamente coltivano, vendono, acquistano o mangiano; anche in considerazione dell’approccio degenerante degli ultimi decenni, che ha portato tragici squilibri ambientali e diverse patologie legate al “cibo spazzatura” e all’ignoranza del benessere sui temi nutrizionali.

Se, dunque, i bisogni primari dell’ambiente e della alimentazione avranno un posto di primo piano nella ricerca scientifica e tecnologica, saranno altresì necessarie riforme politiche e normative che impediscano di proseguire su una strada distruttiva e contemporaneamente sensibilizzino la responsabilità sociale e individuale verso stili di vita eco-sostenibili, con nuove leggi e sostegni finanziari per l’agricoltura o l’edilizia eco-bio. E tutto ciò andrà accompagnato dalla creazione di sistemi economici più stabili, più forti, che riportino equilibrio nel rapporto tra costi, prezzi e il valore reale dei prodotti.

Va da sé che la questione economica sposta l’attenzione anche sui rapporti con l’estero e in particolare con l’Unione Europea. Torno a pensare al segno del Toro nella sua simbologia di territorio, che si aggiunge ai famosi “anelli” di Saturno in Capricorno, portando in auge il tema della sicurezza domestica e della difesa nazionale. È interessante riflettere, a questo proposito, sui movimenti di Giove nei prossimi tre anni. Tra il sestile con Saturno dallo Scorpione, sino al prossimo novembre, alla congiunzione del dicembre 2020, durante il 2019 Giove transiterà infatti nel proprio domicilio in Sagittario, segno associato tra altre cose proprio all’estero. In questo passaggio molto potente, Giove non sarà in aspetto con Saturno ma toccherà la quadratura a Nettuno, co-governatore del Sagittario e in transito a sua volta nel proprio domicilio in Pesci: i due pianeti saranno quindi non solo in aspetto ma in mutua ricezione, il che significa che tutto ciò che riguarda uno riguarderà in qualche modo anche l’altro. E sarà con Nettuno che Saturno formerà un aspetto di sestile, durante lo stesso 2019 e ripetuto ad orbita precisa in gennaio, in giugno e in novembre.

In tema di Unione Europea già sappiamo che le preoccupazioni e i disaccordi non mancano, mentre ancora manca una visione davvero unitaria sul piano economico, sociale, commerciale, militare… oltre che leggi e modalità condivise per affrontare e gestire l’ondata di migrazioni che da anni interessa gli Stati europei e in particolare quelli mediterranei, non accennando a diminuire. Per questo, dopo la Brexit, aumentano le posizioni euroscettiche in altri Paesi (Italia compresa) e il malcontento dei cittadini per un’Europa che chiede molto e offre poco. Che Urano in Toro possa anche accompagnare una revisione delle politiche monetarie o persino un parziale ritorno a valute locali non è da escludere, ma intanto la dialettica Giove-Nettuno potrebbe riacutizzare le difficoltà di integrazione, e anche qui Saturno avrà il suo bel daffare nel tentativo di mantenere o ricostruire stabilità, affiancato da Nettuno che insiste a spingere verso una forma di comunità sociale e umana più aperta, solidale, che – pur nel rispetto delle diversità – operi per ciò che unisce e non si concentri solo su ciò che separa. 

D’altronde, è curioso che le figure istituzionali rappresentate da Saturno risultino in qualche modo alleate delle istanze di autonomia e rinnovamento rappresentate da Urano, ma ciò può significare che una parte dei Governi, dei politici o dei personaggi di potere favorirà e veicolerà il malcontento legittimo verso nuovi equilibri ufficiali, mentre Plutone continuerà la sua opera di “smascheramento” di certi poteri forti che si celano dietro le quinte, con eventuali scandali, cambi della guardia, perdite di prestigio di figure finora intoccabili e ascesa di nuove leve. Già nel dicembre 2019 Giove, appena entrato in Capricorno, si porterà in trigono a Urano e man mano che Saturno si avvicina a Plutone (la congiunzione esatta sarà di lì a poco, nel gennaio 2020), certe trasformazioni diventeranno probabilmente più visibili e decisive. Come ho già detto, non mi aspetto una rivoluzione, una ribellione radicale del popolo contro il potere, ma ritengo appunto verosimile che alcuni “potenti” cerchino, e forse trovino, una nuova credibilità agli occhi della gente e si impegnino per colmare le distanze e restituire ai cittadini la giusta influenza e i giusti diritti. 

Insomma, se il compito più importante di Saturno è quello di “tagliare i rami secchi”, abbandonando e superando le situazioni non più sostenibili… di certo avrà molto lavoro da fare nei prossimi anni! Ma Saturno non teme l’impegno: semmai lo esige, ma alla fine lo premia sempre. La sua congiunzione con Giove sembra indicare l’opportunità di una nuova cultura del vivere e del convivere, nuove strutture legali e morali che generino ulteriori sviluppi anche sul piano materiale. E poiché tale congiunzione comincerà a fine Capricorno verso metà dicembre 2019 e si preciserà poi a 0°26’ Acquario, il giorno 21, chiuderà il ciclo di Terra per inaugurare quello che vedrà le prossime congiunzioni Giove-Saturno in segni d’Aria: un Elemento decisamente più aperto al dialogo, al movimento, alla comunicazione, alla creatività. L’idea che la famosa Era dell’Acquario venga annunciata proprio da Giove e Saturno insieme a inizio segno ha una sua logica e sicuramente il suo fascino. Caduta dei regimi totalitari, disarmo, tolleranza e altruismo che riportano armonia tra gli individui, tra i popoli, tra governatori e governati: forse è un’immagine utopistica o più semplicemente è troppo presto per ipotizzarlo. Nonostante la Grande Congiunzione si formi in assenza di dissonanze, Saturno di lì a poco dovrà infatti confrontarsi con la quadratura a Urano, e poi molto dipende da cosa accadrà fino a quel momento, da come sapremo interpretare costruttivamente i prossimi tre anni. Però, Saturno in Capricorno ci chiede di rimanere con i piedi per terra, di essere realisti… ma non ci obbliga a essere anche pessimisti.





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