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FIORI DI BACH : SCLERANTHUS IL FIORE DELLA SCELTA

a cura di Corrado Nieli
 

“Per quelli che soffrono molto per la loro incapacità di decidere fra due alternative, considerando giusta ora l’una ora l’altra. Di solito sono persone tranquille che non lasciano trapelare la loro incertezza e non amano parlarne con gli altri”.
Edward Bach

A questo punto del suo cammino Bach era giunto alla fine del mese di settembre, e pensava che non avrebbe più trovato altre piante per l’anno che si stava chiudendo. Infatti la forza del sole andava scemando e anche la fioritura seguiva lo stesso ritmo. Ma non fu così, perché nel 1930 trovò ancora un’ultima pianta: Scleranto o Fior secco. Scleranthus annus è una pianticella dall’aspetto cespuglioso, bassa, con minuscoli fiori senza petali e nascosti dalla parte fogliare, quasi non osassero manifestarsi, come fossero indecisi, come se fosse sconveniente uscire. Fiorisce da maggio a settembre presentando fiori verdi molto piccoli e senza petali. Nulla di questa pianta attira l’occhio, anzi tende a nascondersi fra l’erba. Anche in questo aspetto trasmette un’impressione di incertezza e di esitazione. La pianta cresce su terreni poco fertili e acidi, quindi la sua presenza non è un buon segno per i contadini.

Il potenziale armonico di Scleranthus è l’equilibrio interiore, l’armonia tra i poli, la forza e la chiarezza decisionale. Indecisione è invece il termine usato da Bach per descrivere lo stato negativo legato al rimedio. Scleranthus è per tutti coloro che non riescono a decidere fra due alternative, entrambe valide, entrambe interessanti e stimolanti. Chi di noi non ha mai vissuto questo stato? Abbiamo due strade, entrambe appetibili e, letteralmente, ci blocchiamo, con la sensazione di trovarci davanti ad un muro, non sapendo se andare a destra o a sinistra. Probabilmente molti politici ne avrebbero bisogno in questi mesi... Battute a parte, il dramma di Scleranthus diventa totale quando si trova ad un bivio, una scelta tra due possibilità. Nello stato Scleranthus negativo il panico paralizzante sopraggiunge quando la scelta si riduce a due sole strade. La cosa tragicomica è che questa difficoltà si manifesta in ogni caso di scelta tra due, che si tratti del colore della maglia da indossare o della scelta tra due partner da sposare, o tra due lavori. L’individuo è come attratto un po’ da una un po’ dall’altra possibilità, finché si blocca e non sceglie. Dal punto di vista soggettivo entrambe le possibilità sono valide, ma non si sente abbastanza forza dentro per prendere una decisione. Queste persone non essendo nel loro centro, perdono l’equilibrio, perdono il contatto col loro centro interiore, e quindi con la fonte della loro forza. Tutto ciò rende impossibile prendere un direzione ed abbandonare l’altra via. Ci sono casi estremi di persone che per vent’anni hanno portato avanti due famiglie, in città diverse, sottoponendosi a stress incredibili, pur di non scegliere. Naturalmente quando riescono a fuggire da una scelta, cosa che accade spesso, si ritrovano immediatamente davanti ad un’altra. Infatti nella realtà noi scegliamo in ogni istante della nostra vita tra due possibilità, quindi possiamo immaginare quanto diventi difficile vivere. I tipi Scleranthus sono letteralmente prosciugati dal dubbio: ogni volta che faticosamente decidono una via sono dilaniati dal dolore di ciò che hanno lasciato andare. Immaginiamo di vivere con l’angoscia di trovarci ogni minuto davanti a un dilemma la cui soluzione richiede un enorme dispendio di energie. Scleranthus è perennemente attratto da due poli opposti, ugualmente importanti ma che si escludono a vicenda.

A livello psicofisico si possono manifestare sintomi come nausea, vertigini, andature oscillanti, difficoltà a stare in piedi, mal d’auto, sindrome di Ménière, ripensamenti continui, eccesso di analisi, fame e mancanza di appetito, umore instabile, depressione ciclica. E’ un’altalena in tutte le sue manifestazioni. I tipi Scleranthus esiteranno tra due possibilità di carriera finché le perderanno entrambe. Spesso i loro interessi spaziano in campi vastissimi, rendendoli capaci di fare un po’ di tutto, ma niente veramente a fondo e bene. Questi individui soffrono di una specie di paralisi dello sviluppo, ed evitano di assumersi responsabilità e doveri pur di non fare scelte in modo diretto. Sappiamo quanto sia importante, per poter crescere, imparare a scegliere. Non è un caso che sia Marte col suo ruolo di alfiere dell’Io il pianeta che simboleggia più di tutti la capacità di dare un taglio netto e di fare delle scelte. Scleranthus non riesce a scegliere perché sente venir meno una possibilità e non vuole correre i rischi né sopportare il dolore della perdita; così non sceglie. Nei casi in cui riesce, con grande fatica, a scegliere, immediatamente è colto da dubbi e torna indietro, ricominciando il suo processo infinito di valutazione. E’ immobilizzato dalle sue continue analisi e contro analisi (Mercurio e Venere). Le depressioni causate da questo stato sono piuttosto frequenti, perché il livello di conflitto interno è molto elevato e l’energia dispersa o bloccata rende impossibile una buona manifestazione della personalità. Inoltre la mancanza di riferimenti validi su cui strutturare la propria crescita genera una sorta di buco, di spazio vuoto nel quale è facile precipitare.

Nei rapporti interpersonali è una persona difficile perché non risponde mai con convinzione, le sue risposte non sono mai decisive. Se la si invita, non essendo in grado di scegliere, inizia a dire: "Ma sai forse ho da fare, non so.., se.., ma..."; fino a quando viene isolata. Nel parlare rivela il suo stato, la sua mente salta come una cavalletta, non riesce a scegliere con quale argomento portare avanti il suo discorso e finisce per saltare di palo in frasca creando una confusione che disorienta tutti.

Un’altra caratteristica importante di Scleranthus è la sua incapacità di chiedere consiglio agli altri, forse il problema sta nel fatto che gli altri non saprebbero far di meglio, cioè non saprebbero risolvere il problema fondamentale, che è quello ci accettare di lasciar andare una valida possibilità. Sostanzialmente non vuole lasciare né l’una cosa né l’altra, tanto che in alcuni casi si può ammalare pur di evitare di scegliere.

Ho spesso sottolineato il fatto che dietro ogni problematica c’è sempre il bisogno d’amore. Qui si manifesta, a mio parere, nella incapacità di accettare che la realtà in cui siamo immersi è per sua natura dualistica, polare. Scleranthus vuole avere tutto e finisce per non fare nulla, perché non sceglie mai (Marte è bloccato). Poiché dentro di sé desidera rimanere legato all’Unità e alla non responsabilità, impedisce a se stesso di crescere. Difficile dare una precisa indicazione astrologica, ma certo Marte o l’Ascendente saranno punti da indagare nel tema, con possibili aspetti di Nettuno e Saturno. Quanto all’oscillazione continua il segno della Bilancia e Venere mostrano con Scleranthus le loro migliori e peggiori qualità.

E’ interessante notare come nel sintomo ci sia la via per la guarigione. La psiche cerca sempre l’equilibrio, infatti quello che accade è che la persona si blocca: il sintomo suggerisce in questo caso di ritrovare il centro prima di proseguire. D’altra parte, non è possibile procedere senza un baricentro, senza un qualche punto di equilibrio. Scleranthus non sente questo centro e lo trova continuando la sua inevitabile oscillazione. Perché è solo avendo contatto col centro che sappiamo fin dove spingerci senza cadere. Quando Scleranthus cerca di muoversi, rischia di precipitare e, affannosamente, corre dalla parte opposta.

Il rimedio floreale aiuta a ritrovare l’equilibrio interiore. Equilibrio che rende la scelta più semplice e naturale, dal momento che l’opinione si fa chiara e corrispondente all’intuizione. Quando la persona esce dallo stato negativo, diviene capace di decidere con sicurezza. Può benissimo cambiare idea, ma con la certezza, e la responsabilità che un ritrovato equilibrio interiore le donano. Non ha più paura di perdere qualcosa d’importante. Diviene una persona risoluta, capace di prendere decisioni rapide e precise. Così la Scheffer descrive la trasformazione: "La forza decisionale del rosso Marte, dev’essere tirata fuori dal suo nascondiglio sotto le oscure radici... Proprio questa pianta che porta le impronte delle influenze saturnine può fornire alla psiche l’impulso che le permetterà di convertire l’indecisione in qualità saturnine positive, come calma interiore, lucidità e saggia capacità decisionale".





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