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COM'È LA TUA AUTOSTIMA?

a cura di Lidia Fassio
 

Un problema molto comune è la carenza di autostima, non essere in grado di darsi un reale valore e non pensare di contare nulla. In questa situazione si affronta la vita come una continua salita e, di fronte a qualunque difficoltà questi soggetti sembrano non avere risorse e non potercela fare.

Perché ci sono persone che pur avendo grandissimi potenziali rischiano di non utilizzarli perché pensano di essere poco più di nullità? Perché queste persone si ritengono sfortunate e credono di non avere possibilità? Cosa è successo alla loro psiche e quali possono essere i punti su cui possono far leva per superare una condizione di blocco? Perché questi soggetti, anche quando si trovano di fronte a vere opportunità non riescono a coglierle perché pensano che non potrebbero mai capitare a loro?

Perché hanno una bassa autostima. Che questo lo verifichino nelle relazioni, o sul piano lavorativo, non ha importanza; il risultato è sempre lo stesso: non sono sostanzialmente all’altezza di avere ciò che desiderano perché, al loro interno, sentono che c’è qualcosa che non va, si sentono sbagliate ed inadeguate.

Tra le altre cose, recenti studi stabiliscono una perfetta correlazione tra la carenza di autostima e alcuni sintomi quali ansia, depressione e somatizzazione; infatti, quando è presente una sana autostima, queste patologie non esistono mentre si riscontrano separatamente o unite nei soggetti che soffrono di deficit di autostima.

Che cosa è l’autostima e come si fa ad aumentarla? Dato che non è possibile acquistarla in drogheria bisognerà cercare di scoprire in che modo possiamo lavorare per andare ad aumentarla laddove il livello è troppo basso e quindi il soggetto si trova a rischio di vivere una vita di mediocrità quando potrebbe prendere molto di più da sé stessa e dal mondo.

Possiamo iniziare a dare una definizione; l’autostima è la valutazione interna di sé stessi. Si intende dunque un "senso di sé" che origina dall’essere stati amati e accettati e dal fatto che qualcuno ha ritenuto la nostra vita un vero valore da proteggere e da far crescere. E’ qualcosa che non dipende da situazioni esterne oggettive, ma da percezioni "soggettive". E’ strettamente collegata alla fase simbiotica, periodo in cui il bambino percepisce il suo corpo e la sua immagine attraverso il contatto e lo sguardo materno e in cui sente di essere amato e di avere un valore per la figura di riferimento e sente anche che questa ha piacere a stare con lui e a relazionarsi.

Da questo nasce il nucleo centrare dell’autostima che condurrà il bambino a diventare un adulto sicuro delle sue possibilità, certo di avere un valore e capace di valorizzare al tempo stesso gli altri, convinto di avere la capacità di trovare nel suo corpo e nelle sue relazioni situazioni affettive reali, stabili e valorizzanti in un clima di reciproco scambio senza che vi siano penalizzazioni o paure che rendano difficili o deprivanti i rapporti d’amore.

Esistono sostanzialmente due tipi di autostima: quella legata a sé stessi e all’autoimmagine e quella che invece riguarda più specificamente la competenza a livello lavorativo e l’efficienza. La prima è ovviamente più profonda e ha a che fare con l’"essere", mentre la seconda è legata a ciò che si sa fare e alle proprie qualità che attengono più la sfera di ciò che si "ha" e che, in un certo senso sono già subordinate alla prima.

Si tratta dunque di un insieme di valutazioni, anche abbastanza complesse che forniscono un’idea di base del valore di sè e della propria personalità.

Tra le altre cose, una buona autostima fornisce anche una visione positiva del mondo in generale, perché permette di sentirsi all’altezza di ogni situazione, mentre un’autostima carente incunea in una visione del mondo inospitale che non accetta e che soprattutto, non stima.

Non stimarsi significa in ogni caso "non darsi valore" e, di conseguenza, non riuscire a valorizzare ciò che si è e si fa e questo porterà anche gli altri a trattarci di conseguenza.

Non avere una buona valutazione di sé porta quasi sempre a rinunciare, a non lottare e, in pratica a non credere nelle proprie possibilità e, in questa situazione, la vita non ha un significato, non si agisce quasi mai in prima persona e si finisce per "reagire" semplicemente a quello che accade senza mai diventare protagonisti.

A volte la carenza di autostima si rivela con un apparente sopravalutazione di sé : è il caso in cui è un eccesso a compensare la carenza. Le persone che sembrano troppo sicure al punto da vantarsi, quelle che in ogni momento devono sottolineare le loro capacità e la loro bravura, nonché il loro valore, hanno anch’esse un problema con l’autostima, semplicemente lo hanno ipercompensato fino a diventare quasi ridicole perché chiunque all’esterno è in grado di vedere il loro problema. A livello psicologico le compensazioni sono molto visibili perché sembrano delle caricature ed esasperano gli schemi sottostanti.

Quando ci troviamo di fronte ad una persona di questo genere dobbiamo pensare che il suo IO ha trovato una strategia efficace per difendersi : la sua strategia consiste nell’apparire sicuro di sé e il suo tallone di Achille sarà proprio la paura che gli altri possano mettere il dito nella piaga.

Un altro problema dell’autostima riguarda la sua stabilità o la sua instabilità: infatti, è meglio una autostima non altissima ma stabile, piuttosto che un concetto di sé più elevato, ma instabile. In effetti, la stabilità di autostima indica che il soggetto ha stabilito un livello personale di valutazione e riesce a mantenerlo stabile sia di fronte a persone che lodano e incensano, sia di fronte a chi sminuisce e svaluta.

L’instabilità si manifesta come un fattore molto subdolo ed è sempre indice di un valore di sé spostato eccessivamente sugli altri e sul riflesso che rimandano; ragion per cui, se innalzano si è alle stelle e se svalutano si piomba nell’abisso più profondo.

Nel tema natale il senso di autostima può essere letto nella casa seconda e nel pianeta Venere e, particolari difficoltà da affrontare sono viste dietro agli aspetti di Saturno con i pianeti personali.

Saturno indica sempre una difesa che è intervenuta per coprire delle carenze e, in quei precisi punti il bambino può avere delle piccole "falle" proprio nel raggiungere poi da adulto il suo senso di valore personale.

Per cominciare a lavorare sull’autostima è necessario prendere in considerazione "cosa piace veramente" perché, il valore di sé parte necessariamente dal fatto che ciò che piace dà gratificazione e ciò che invece non piace non soddisfa e rende vuoti. Venere rappresenta cosa ci piace veramente e questo senso di gratificazione ha origine nel momento in cui conquistiamo quello a cui diamo un valore; solo in quel momento sappiamo di essere in grado di poter rispondere in modo corretto a ciò che abbiamo dentro.

Solo quando le nostre azioni e le nostre scelte sono in linea con ciò a cui diamo valore ed importanza potremo vivere all’altezza dei nostri principi e recupereremo il nostro senso di autostima.

Per risanare il senso di autostima bisogna partire da valori reali ed autentici che appartengono alla persona, che siano collegati al Sé e non a valori esterni familiari e sociali che non corrispondono e, pertanto, finiscono per minare la nostra valutazione, soprattutto quando non riusciamo a corrispondere a questi canoni.

Per lavorare sull’autostima bisogna orientarci sull’interno e non spostare il nostro centro sugli altri: l’essere accettati non può mettere in secondo piano quello che siamo e neppure stravolgere la nostra identità. Quando Venere è troppo lesa abbiamo spesso commesso questo errore: siamo troppo dipendenti dal giudizio e dal valore che gli altri ci riservano e finiamo per perdere contatto con la nostra vera essenza, unica che può fornirci stabilità dall’interno.

Indicherò di seguito alcune domande a cui darete il punteggio 1 – 2 - 3 ; segnate i punti e fate la somma. Se superate i 20 punti potete stare tranquilli; con punteggi inferiori dovete occuparvi della vostra autostima.

  1. hai fiducia in te stesso?
  2. Quante volte ti senti vulnerabile, quasi senza difese e inadeguato?
  3. Che rapporto hai con i tuoi difetti: li accetti o li neghi?
  4. Sei ottimista, positivo, ti senti pronto ad affrontare le situazioni?
  5. Eviti di iniziare cose nuove o di affrontare situazioni non chiare?
  6. Sei soddisfatto di come vanno le cose nella tua vita?
  7. Pensi che riuscirai a "realizzarti" nella vita?
  8. Ti critichi, quanto ti critichi?

1 = poco, scarso, raramente, si propende più per il no che per il sì

2 = spesso, abbastanza, frequentemente

3 = quasi sempre o sempre





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