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IL BAMBINO AGGRESSIVO

a cura di Lidia Fassio
 

Nel mese di Marte e dell’Ariete non possiamo non occuparci dell’aggressività che, non possiamo dimenticare, racchiude in sé la forza vitale senza la quale non potremmo vivere e crescere.

Sappiamo altresì che l’aggressività è uno degli “istinti” primari, una dotazione che ci viene trasmessa al momento del concepimento in cui l’eredità biologica si trasferisce dai nostri antenati a noi attraverso il DNA. E’ interessante come il dizionario parli della parola “aggredior” in termini molto diversi da come usualmente pensiamo: infatti, con questo sostantivo si intende sia l’avvicinarsi ad altri, sia l’essere intraprendente e l’avanzare nella vita, sia, infine, il provocare e il difendere i confini altrui fino all’intaccare quelli altrui.

Possiamo cominciare così a vedere l’aggressività come uno dei bisogni più imperativi del bambino: non si potrebbe nascere senza questo istinto, non si crescerebbe nella vita e, in ultimo, non ci sarebbe la possibilità di comprendere che abbiamo una forza vitale che ci spinge ad agire e a non accontentarci dei limiti che ci sono stati posti; in pratica, l’aggressività ci serve giorno dopo giorno per difendere la nostra integrità psicofisica, per mangiare, per combattere per le nostre idee e, infine, per difendere anche chi non ha voce.

Sostanzialmente non vi è nulla di sbagliato nell’aggressività, al limite, le difficoltà originano dal suo cattivo uso.

 

I bambini nascono dunque con un sano istinto “aggressivo” che, come tutti gli istinti andrà “educato” in modo che possa essere gestito ed utilizzato bene. Indubbiamente vi sono bambini che sono più vitali e, pertanto, sono più intraprendenti di altri, hanno bisogno di conquistarsi uno spazio in cui muoversi, hanno bisogno di farsi valere più di altri: si chiamano bambini “volitivi” termine che ci fa pensare subito ad una maggior carica di “volontà”.

Infatti, la volontà è una delle qualità marziane; deriva dal verbo “volere” che è a diretto contatto con il verbo “potere”, rappresentato dall’archetipo di Plutone; come a dire che, quando un bambino nasce, siccome incontra simbolicamente Marte Plutone e Sole nel segno dell’Ariete, ha in dotazione un potenziale infinito che si manifesterà essenzialmente sotto forma di “pulsioni plutoniane” che spingeranno ad “agire” e a manifestare i bisogni “Marte”, il tutto legato a quel senso di identità – ancora totalmente latente – che è rappresentato dal Sole che man mano cercherà di esprimersi.

In pratica, questi tre archetipi ci dicono che per poter ESSERE, bisogna avere un POTENZIALE che possa esprimersi attraverso una VOLONTA’.

 

Indubbiamente, non tutti i bambini hanno la stessa dotazione; vi sono bambini timidi ed introversi che non sembrano utilizzare la loro aggressività anche se sappiamo bene che senza di essa non si sopravvive e quindi cercheranno di non manifestarla in maniera chiara e diretta ma attraverso altre forme; ci sono invece bambini molto volitivi, intenzionati a far valere il loro temperamento e, sicuramente sono quelli che danno più filo da torcere ai genitori in quanto non accettano facilmente le regole e i limiti e, quando vengono bloccati nella loro volontà, esplodono con veri e propri scoppi di collera.

Indubbiamente, più un bambino ha un Marte forte nel tema più avrà bisogno di dire la sua, non si accontenterà facilmente di ciò che dicono i genitori, ma combatterà per ciò che ha in mente.

L’aggressività tuttavia può anche distorcersi con facilità e, quando i limiti non vengono posti con intelligenza, c’è il rischio che il bambino si senta insicuro e non riesca a contenere con facilità la sua aggressività; la conseguenza sarà la “rabbia” che si incarica di farci capire che ci sentiamo prevaricati e ci mostra il rapporto che abbiamo con la nostra aggressività.

Nell’infanzia non possiamo dimenticare che ci sono molte “paure” anche se a volte non traspaiono e restano latenti; una delle paure più forti è quella che deriva dalle minacce interne; quando parliamo di “contenimento” come di un qualcosa di cui il bambino ha bisogno, intendiamo proprio la possibilità di sperimentare l’esistenza di un filtro che lo aiuti a tollerare le fortissime pulsioni ed emozioni che arrivano dal suo inconscio che vengono percepite come invasive e  difficili da gestire.

 

Man mano che il bambino cresce svilupperà una fortissima ambivalenza nei confronti delle figure educative il che significa che le amerà ma in certi momenti le odierà e quest’ultimo sentimento svilupperà notevoli sensi di colpa che non saranno facili da affrontare.

Lui dovrà imparare a tollerare i conflitti interiori e, proprio vedendo che il mondo esterno sa “gestire” la sua rabbia e la sua aggressività, capirà che anche lui può farcela e imparare ad esprimere ciò che ha dentro senza necessariamente lasciarsi prendere da impulsi che, se non educati, possono essere molto distruttivi.

Se questo non è accaduto nella prima parte dell’infanzia, l’aggressività potrebbe esacerbarsi e creare problemi con l’ingresso nella scuola.

 

Chi non ha avuto la possibilità di incanalare bene l’aggressività si troverà a scegliere due strade comunque difficili:

 

-      rimuoverla negando questo impulso il che, naturalmente obbligherà a proiettarla sugli altri che verranno percepiti come figure minacciose ed invadenti da cui difendersi: in questo caso la paura sarà fortissima e alimentata dall’insicurezza nel difendersi e nell’affermarsi;

-      diventare iperaggressivi e cercare di farsi valere sempre e ad ogni costo; anche in questo caso la paura giocherà un ruolo importante perché muoverà la rabbia che deriva dall’impotenza.

 

Indubbiamente queste due tipologie avranno bisogno di essere aiutate a conoscere bene l’aggressività e a non temerla ma ad esprimerla con modalità che possano permettere l’affermazione senza la distruttività che, invece, è presente quando vi è una cattiva gestione di essa.

 

Il nostro intento è come al solito di fornire una piccola guida alla comprensione e quindi è importante capire cosa spinge un bambino a diventare aggressivo, considerando che questi comportamenti potranno accentuarsi fino a diventare problematici indirizzando verso strade di anti socialità.

 

Marte è il desiderio di azione che è spinto dalla pulsione a vivere e a conquistare il mondo; simboleggia i muscoli che sono l’espressione della forza che ci permette di muoverci, camminare e agire. Ovviamente quando il bambino cammina e si inserisce nel mondo circostante teso a conquistarlo, incontra le prime reali resistenze: lì comprende che ad ogni sua “azione” corrispondono precise “reazioni” che gli forniscono una serie di informazioni su ciò che è concesso e ciò che, invece, è inibito. E’ così che impara a distinguere pian piano che esiste un mondo interno che ha dei bisogni ed uno esterno che può favorirli o reprimerli e che accetta determinati comportamenti ed altri no.

 

L’espressione della volontà è una chiara manifestazione dell’identità che via via nasce e si sviluppa e che lo vorrà, un giorno, un individuo in grado di essere parte del mondo.

Nel bambino, amore – rabbia sono strettamente collegati: nasce e trova il binomio Marte Venere sia sull’asse prima settima che in quello seconda ottava: è dal piacere che prova quando viene gratificato che nascerà il senso di amore e di tenerezza ed è dalla frustrazione che, invece, nasceranno la rabbia, l’ostilità e l’impotenza.

Ci vuole tempo affinchè il bambino colleghi volontà ed intenzione e solo allora sarà cosciente di “far del male” quando la sua rabbia si manifesta per distruggere qualcosa. Anche in questo caso, la rabbia distruttiva farà scaturire il senso di colpa che spingerà a riparare; in effetti, quando il bambino fa eccessivamente arrabbiare la propria mamma, desidera poi in qualche modo ritornare in armonia con essa e farà di tutto per farsi perdonare.

 

Ecco che possiamo anche in questo vedere nell’aggressività qualcosa di costruttivo e non solo di distruttivo. Soprattutto Winnicott ha mostrato quando sia fondamentale l’aggressività per raggiungere qualcosa nella vita, realizzare la proprie ambizioni, avere il coraggio di andare avanti, ecc. Più un bambino è volitivo più sarà dotato di aggressività e più le sue tendenze dovranno essere incanalate anziché represse.

 

Indubbiamente, lo sviluppo delle facoltà cognitive aiuterà tantissimo il bambino proprio con quegli istinti che sono più difficili da gestire: la simbolizzazione lo aiuterà ad esprimere i suoi sentimenti senza più doverli agire ma, la cosa fondamentale, resterà l’esempio che fornirà il genitore con i suoi comportamenti in occasione di episodi di rabbia: se l’adulto saprà mantenere la calma di fronte alla perdita di controllo del figlio, quest’ultimo capirà che ciò che sta provando può essere “contenuto” e non distruggerà le relazioni e i rapporti.

Successivamente potrà ricorrere al dialogo che aiuta a “simboleggiare”, ovvero ad esprimere ciò che si percepisce come incontrollabile all’interno.

In questo modo l’aggressività diventerà positiva perché consentirà di comprendere che anche i sentimenti negativi possono essere “tollerati” senza necessariamente perdere l’amore che resta fondamentale in ogni istante della vita.

 

Astrologicamente parlando sappiamo che la problematicità dell’aggressività è data soprattutto dagli aspetti dinamici di Marte che, se non tollerati e contenuti, portano a comportamenti problematici.

 

Gli aspetti Sole e/o Luna  Marte possono dare “eccessi di rabbia e di irritabilità”; si tratta di  persone che hanno la miccia corta proprio perché sono piene di paura avendo percepito sempre imprevedibilità nei comportamenti adulti e, pertanto, non hanno imparato a stabilizzare le loro emozioni ottenendo la sicurezza necessaria nell’affermare la propria volontà. E’ una aggressività che può esplodere da un momento all’altro e che, per questo, resta un po’ primitiva e grezza e fa paura. In questo frangente la volontà del bambino è stata schiacciata dalla rabbia e dall’imprevedibilità genitoriale senza che vi fosse mai la possibilità di un dialogo che lo portasse a riflettere sui suoi comportamenti in modo da conoscerli e non temerli. In genere, il padre o la madre sono essi stessi “incontenibili” e non sanno rispettare i confini del bambino che, a sua volta, non riconosce il suo limite e non lo sa difendere: di tanto in tanto esploderà non potendosi avvantaggiare della grande capacità di  esprimere con le parole ciò che avverte al suo interno.

Le persone “manesche” vivono spesso dell’impotenza dovuta al non saper parlare delle emozioni che avvertono e che, di conseguenza, assalgono.

 

In questi casi si tratta di bambini fortemente competitivi – figli di genitori competitivi - che devono imparare attraverso l’uso corretto dei confini e delle regole che si può vincere e perdere senza necessariamente distruggere qualcuno e senza sentirsi distrutti all’interno.

 

Gli aspetti Marte Plutone o Saturno rappresentano atteggiamenti di repressione alle prime manifestazioni di aggressività e di opposizione. Se l’ostilità e la rabbia infantile vengono represse in modo drastico, il bambino comincerà a considerarle assolutamente negative e distruttive e quindi non potrà far altro che  rimuoverle dalla coscienza in quanto, ogni volta che usciranno, avrà la netta sensazione di perdere i suoi affetti.

In genere, dietro a questi aspetti vi è un controllo eccessivo della propria rabbia e una totale rimozione dalla coscienza degli impulsi distruttivi il che porta a scollegarsi dalla rabbia fino a non riconoscerla più in sé stessi. Questo potrà dar vita a situazioni complesse in cui si attirano dall’esterno situazioni in cui rivivere la rabbia rimossa e proiettata. Si tratta di bambini che hanno bisogno di essere motivati e non umiliati e derisi in quanto temono fortemente l’impotenza (Plutone); nel caso di Saturno, hanno delle inadeguatezze che sono state evidenziate in un rapporto difficile con l’autorità; per superare il problema devono individuare degli obiettivi da raggiungere nel tempo; questi li aiuteranno a canalizzare la rabbia che è prima di tutto forza,  anche se  inibita: in questo modo potranno diventare “determinati” e in grado di autorealizzarsi.

 

Gli aspetti Marte Urano sono invece diversi e meritano attenzione in quanto parlano di  bambini che hanno energia in eccesso e che, pertanto, devono trovare canali in cui esprimersi. Chi ha questa predisposizione non può pensare di fare una vita tranquilla, almeno non sul piano fisico: avrà bisogno di correre, di giocare, di saltare e di testarsi bruciando la tantissima energia fisica e psichica in esubero che, in caso contrario, si trasformerà in rabbia, eccitazione ed aggressività. Indubbiamente in questo caso lo sport può essere il  canale più immediato per portare fuori la carica di volitività e di individualità che si manifesta in modo precoce e potente. Questi  bambini hanno bisogno di libertà e di straordinarietà; i troppi limiti li porteranno a trasgredire e cercare in attività pericolose una valvola di sfogo che li faccia sentire liberi. In genere danno iperattività che non deve essere scambiata solamente per ribellione.

 

Per concludere, il bambino deve riuscire a vedere nei comportamenti dei genitori che i sentimenti contrastanti sono “normali”; che si può provare amore ed odio e che niente distruggerà, soprattutto se si riuscirà a parlare di ciò che si prova. Questa forma di certezza sarà una guida che darà sicurezza e che  spingerà a risanare dentro di sé quell’ambivalenza e quella paura in modo da non doverla più proiettare fuori incanalando le energie in modo più costruttivo e nobile.





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