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DALLA DISCIPLINA ALL’AUTODISCIPLINA

a cura di Lidia Fassio
 

Spesso i genitori si dibattono sul tema educazione dei figli. E’ difficile essere equilibrati e, spesso, l’amore che si prova per essi e la paura di sbagliare, finiscono per creare alcuni problemi che poi si manifesteranno nell’adolescenza.

Educare è molto difficile poiché bisogna tenere presente il bisogno di sfida dei ragazzi, la loro naturale curiosità e il desiderio di trasgressione che sono tutt’altro che indice di negatività; in effetti, tutti i miti della terra mettono in luce personaggi “disobbedienti” il che ci porta immediatamente al ruolo che questi lati hanno nella crescita di chiunque.

I figli, per antonomasia, non accettano limiti: essi vogliono rompere costantemente gli indugi, hanno bisogno di sentire il loro impatto con il mondo e, quindi, desiderano sempre qualcosa in più di quanto i genitori sono pronti a dare; combattono ad ogni ”no” e dicono “no” ad ogni richiesta dell’ambiente. Chi ha avuto figli sa che ci sono periodi in cui è sfinente la lotta su ogni singola richiesta, tuttavia, è proprio in questa situazione che mettono i loro confini personali e che imparano a negoziare le cose della vita.

 

Ciò che la famiglia fa in questo periodo è importantissimo perché consegnerà i ragazzi capacità che, in caso contrario, non si svilupperanno e resteranno da coltivare in età non più regolamentare.

La difficoltà educativa è direttamente proporzionale alla volitività del figlio: più un ragazzo è dotato di iniziativa e di grinta, più vorrà mordere la vita e più darà filo da torcere in casa poiché argomenterà su tutto e non si accontenterà mai di risposte insoddisfacenti: le regole ed i limiti dovranno essere discussi e, più che altro, i risultati ottenuti saranno sempre temporanei in quanto, dopo poco, verranno rimessi in discussione.

 

In genere, proprio quello che viene considerato complicato è sintomo del desiderio di non accontentarsi e di sperimentare ma, anche, di voler fare ciò che si vuole, evitando di lasciarsi incastrare e bloccare.

Astrologicamente parlando siamo di fronte all’archetipo di Marte che spinge, soprattutto i giovani, a spostare sempre i loro confini e a strappare letteralmente sempre qualcosa in più. Affermatività e volitività sono sorelle gemelle ed hanno accompagnato l’uomo dall’inizio della sua vita fino ai giorni nostri così come accompagnano ogni bambino dal momento dello svezzamento in poi.

Non c’è modo di diventare indipendenti ed in grado di affrontare la vita se non si ha la capacità di combattere e di conquistare ciò che si desidera e, pertanto, proprio certe età…come ad esempio l’adolescenza, sono incentrate sul risveglio dell’archetipo di Marte che, oltre a difendere e ad occuparsi dell’affermazione dell’Io nel mondo, cerca anche di forzare i limiti che vengono posti dall’esterno. In questo modo si cresce e si impara a non restare dentro a schemi imposti, si capisce di che pasta si è fatti e si combatte per ciò che si ritiene importante ma, lentamente, ci si avvia anche a conquistare la libertà personale.

 

Nel lungo percorso educativo tuttavia, i genitori si trovano spesso di fronte a dubbi che nascono dalla paura di essere troppo limitanti e dal conseguente rischio di ottenere ribellioni più accentuate. In questa situazione tendono con facilità a concedere troppo e, quindi, ad impedire lo sviluppo di quel sano bisogno di “combattere” senza il quale non si cresce e non si trova la forza interiore e, neppure, la capacità di tollerare la frustrazione, cosa non trascurabile per raggiungere obiettivi importanti nel futuro.

 

Il grande Jung sosteneva che non si può crescere senza “l’antagonista” e, se andiamo indietro nella storia e nei miti, ci rendiamo conto che tutti gli eroi sono stati bersagliati da nemici apparenti o reali che, tuttavia, li hanno obbligati a difendersi e a non arrendersi fino a trovare dentro di sé le risorse necessarie alla vita stessa.

 

Crescere significa “saper superare ostacoli” altrimenti si resta bambini senza alcuna responsabilità che, tuttavia, sarà interamente gestita da altre persone. Man mano che passa il tempo il bambino acquisisce  capacità e, in base ad esse, diventa più autonomo. Dall’autonomia nasce il desiderio di avere più spazio a disposizione, più cose che si possono conquistare ma, di pari passo, deve crescere anche il senso di responsabilità senza il quale la crescita non è reale poiché porta ad autoinganni notevoli e ad illudersi che tutto sia facile e che non vi saranno mai ostacoli.

 

La paura di infliggere frustrazioni oggi regna sovrana nelle case. Si sentono spesso genitori che dicono che il proprio figlio non ce la fa a tollerare una sgridata o che  non riesce a superare un brutto voto perché  è troppo sensibile e finisce per deprimersi. Tutto ciò è assolutamente ridicolo in quanto, fin da quando i figli sono piccoli, dovrebbero comunque essere sottoposti a quella che un tempo si chiamava “disciplina” che serve per apprendere che “non tutto è possibile” e che ogni cosa che si fa, ha un suo risvolto da tenere in conto.

I genitori intervengono su tutte le cose, troppo e spesso a sproposito togliendo così autonomia vera al figlio e, con l’illusione di proteggerlo, finiscono per impedirgli di imparare a negoziare. Gli insegnanti oggi si lamentano di genitori che vanno a giustificare i figli oltre ogni limite: è impensabile difendere un figlio quando non ha studiato ad esempio, o giustificare certi gesti che mai e poi mai andrebbero accettati e che, anzi, dovrebbero richiamare a responsabilità precise che il ragazzo deve assumersi.

 

Un tempo i nonni dicevano che “la gatta protettiva faceva gattini ciechi” e questo proverbio è pieno di saggezza in quanto i figli vanno si protetti, ma non sempre e comunque e, soprattutto, non dalle loro responsabilità. Abituarli a giustificare un comportamento scorretto anche solo per evitare una punizione è quanto di più diseducativo si possa fare.

Da che mondo è mondo ad ogni conquista doveva corrispondere una responsabilità: è la legge di Saturno il pianeta che si contrappone alla Luna, quello che, con la sua apparente durezza, ci insegna che ogni azione crea una reazione, che ogni scelta ha un prezzo da pagare e, soprattutto, ci insegna che libertà è tutt’altro che una parola semplice in quanto non è minimamente da mettere in relazione al “facciamo ciò che vogliamo” ma bensì all’interiorizzazione di regole, leggi e limiti e all’autodisciplinarsi. Senza disciplina non c’è libertà ma anarchia e, nell’anarchia non si può sviluppare nulla.

Fin da piccoli i figli dovrebbero imparare che ogni azione ha una conseguenza e che di questa bisogna farsi carico.

La legge di Saturno sembra dura ma, in realtà, attraverso un corretto uso dell’autorità, i figli crescono in modo più consapevole, capaci di affrontare le difficoltà esterne e, soprattutto, in grado di riconoscere i loro limiti per poi poterli superare. L’abitudine a doversi impegnare per ottenere le cose che stanno a cuore li rende consapevoli della loro forza e, soprattutto, li abitua a distinguere tra forza e resistenza che, sono due diversi volti dell’archetipo da usare in modo alternato a seconda della necessità.

 

In ogni caso, astrologicamente parlando, educare è un fatto che riguarda la casa quinta il che vuol dire che ci vogliono polso e cuore e, inoltre, ci vogliono entrambi i genitori in quanto anche i padri, che solitamente delegano il ruolo alla madre, devono essere coinvolti. Educare non significa né allearsi sempre e comunque con il bambino in modo da non perdere il suo affetto e, neppure, andare sempre contro al bambino per mostrare la propria autorità.

Il bambino va accompagnato a progredire, a diventare grande e, perché questo accada, ci devono essere amore, regole e negoziazione. Sarà in questo modo che imparerà a vivere insieme agli altri e a mediare senza per questo dover rinunciare ad essere sé stesso.

 

Se tutto questo verrà fatto con intelligenza nascerà in lui anche il “senso morale” che non è affatto un qualcosa di innato nel bambino ma una vera e propria competenza cognitiva che deriva dallo sviluppo delle capacità di giudizio.

In ogni caso, nel rapporto educativo sarebbero da evitare soprattutto la critica e il biasimo che, oltre a non servire per il delicato processo, tendono a far sviluppare sensi di inadeguatezza e sensi di colpa che non favoriscono un sano sviluppo della personalità.

 

Resta comunque imprescindibile il rapporto con l’autorità perché, se è corretto ed equilibrato, lo guiderà e lo sosterrà fino a diventare man mano più sicuro di sé e più in grado di comprendere quali sono i punti della propria vita non ancora maturi e, in ultima analisi, sarà un vero e proprio faro nell’individuare ciò che è positivo o negativo per sé stesso. Una mano accogliente ed autorevole è assolutamente necessaria in quanto può spingere e aiutare a penetrare nel mondo e a trovare gli strumenti per non arrendersi di fronte agli inevitabili fallimenti proprio perché sosterrà nel momento del bisogno e permetterà di comprendere dove sono i punti fragili che ancora devono essere rafforzati; al tempo stesso permetterà di individuare i potenziali.

 

Saturno ci insegna che è importante la disciplina e un rapporto equilibrato con l’autorità anche per riuscire a mettersi degli obiettivi che possano poi essere realizzati. Non c’è modo di arrivare alla casa decima se non attraverso la disciplina ed una costante applicazione che consenta il raggiungimento di capacità sempre più specifiche ed appropriate. Il grande vecchio ci ricorda che le mete non possono essere frutto di improvvisazione e, quelle veramente importanti che ci chiamano a metterci in gioco, vanno costruite lentamente acquisendo gli strumenti necessari a stare dentro ai momenti di tensione e a godere di quelli gratificanti. 

Saturno simboleggia la nostra spina dorsale e, in senso psicologico, è la struttura dell’Io  in grado di fare la differenza di fronte alle prove della vita e di fronte agli impegni che necessariamente dobbiamo assumerci.

 

La vita ci spinge inevitabilmente verso la completezza e, pertanto, il senso del limite e quello della disciplina ci servono per diventare capaci di metterci i nostri personali limiti interni quelli che deriveranno dai nostri valori personali e dagli ideali che saremo in grado di perseguire.

Senza tutto ciò sarà difficile diventare “adulti maturi” in grado di fare scelte consapevoli e di accompagnare i figli nella loro crescita.

 

Non a caso, in astrologia, Saturno si trova sia in Capricorno che in Acquario, segni che rappresentano la ricerca di autonomia e di libertà nonché lo sviluppo dell’individualità.





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