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SI CAMBIA SE CAMBIANO GLI SCHEMI MENTALI

a cura di Lidia Fassio
 

Senza ombra di dubbio negli ultimi cinquant’anni le donne hanno cominciato a guadagnarsi giorno dopo giorno indipendenza e possibilità di potersi far valere a più livelli. Con la rivoluzione femminista le donne hanno iniziato a studiare, a lavorare, a coltivare rapporti interessanti fuori casa e a scegliere quando e come vivere i ruoli che, per eccellenza, sono loro appartenuti da sempre.

 

Senza dubbio, tutte queste conquiste hanno coinciso anche con un maggior utilizzo degli archetipi maschili che, un tempo, erano invece preclusi a totale appannaggio di Luna e Venere, con appoggi dei pianeti d’acqua Nettuno e Plutone utilizzati spesso abbastanza impropriamente.

 

Senza dubbio, la possibilità di sviluppare il proprio Sole e quindi di vedere la vita non più solo come un progetto stabilito dal collettivo ma come il “progetto che si ha dentro” ha aperto frontiere incredibili che hanno attivato anche nuove sfaccettature degli archetipi di Marte, di Mercurio, di Saturno e di Urano che, sicuramente hanno favorito la riflessione, la sperimentazione, l’affermazione di sé al fine di raggiungere capacità e competenze in tutti i settori della vita.

Così, la donna non è più la detentrice del “sentimento” ma ha sviluppato pienamente anche la funzione “pensiero” e, esattamente come vuole il segno dell’Acquario e l’Era corrispondente, si sta avviando verso quell’unione intima che potrà renderla finalmente “individuata”, ovvero completa.

 

Oggi le donne non sono più quelle creature che venivano descritte nei romanzi di fine ottocento: non sono più esageratamente sensibili, non sono affatto fragili ed anzi, non si spaventano davanti a nulla, sono conquistatrici, attive e, sicuramente sono razionali quanto e più degli uomini.

 

Questo significa che hanno conquistato a tutti gli effetti il mondo della mente e sono quindi in grado di occuparsi di qualsiasi cosa utilizzando il loro cervello in modo preciso senza accontentarsi più del solo “sentire” per formulare i loro progetti e per analizzare e comprendere i fatti della vita.

 

In virtu’ di questa potenzialità oggi assistiamo al fenomeno di donne che in realtà “pensano troppo” al punto da essere diventate vere e proprie “ruminatici” che si arrovellano su ogni cosa al punto che, spesso, finiscono per coltivare questa abitudine che può diventare deleteria in quanto impedisce la serenità e il rilassamento. In pratica, le donne oggi soffrono degli stessi problemi degli uomini e finiscono per essere troppo razionali e per operare troppo sul piano cerebrale.

 

Pensare troppo finisce per condurre alla costruzione di schemi che spaziano tra il ripetitivo e l’ossessivo e, in linea di massima, possono condurre a situazioni di tipo depressivo, molto più facili per le donne che per gli uomini.

Così, quella che in fondo può essere considerata una grande conquista può finire per essere una calamità che, invece di permettere di vedere le cose con maggior chiarezza, le ingarbuglia al punto da non riuscire più a fare scelte giuste e a vivere la vita con quel tanto di leggerezza che richiede.

 

Dobbiamo pensare che la mente è sicuramente uno strumento meraviglioso ma è anche assolutamente capace di metterci in seria difficoltà: infatti, attraverso la mente, possiamo rivangare cose del nostro passato che oggi non dovrebbero più avere nessuna importanza; si può, con la mente, girare attorno a pensieri di rabbia o a problemi alimentandoli e ingigantendoli al punto da minare in profondità la capacità di vedere nuove possibilità e nuovi punti di vista.

 

E’ molto comune oggi sentire una donna rimuginare su aspetti della sua vita e della sua relazione vivisezionandole fino a farle letteralmente a pezzi e senza riuscire ad interrompere il flusso di pensieri che si susseguono a ritmo vertiginoso del tutto incontrollati e senza alcun limite.

Ognuno di noi si porta dietro una serie di schemi mentali dall’infanzia: senza dubbio il modo in cui rispondevamo al vissuto quando eravamo piccoli resta una pietra miliare nella nostra psiche e continua ad agire in maniera del tutto automatica e, spesso, fuori dalla coscienza. Praticamente, ognuno di noi ha subito una serie di condizionamenti che sono diventati  imperanti, veri e propri dittatori interiori che non vogliono perdere neppure per un attimo il loro potere.

 

Se si è dovuto rispondere agli eventi della vita con  la “razionalizzazione” è molto facile che si diventi con facilità dei “ruminatori” e che si collabori senza alternativa al mantenimento di certi schemi di pensiero anche laddove si può vedere con chiarezza che sono assolutamente negativi e che non portano sollievo o soluzione ma complicazioni e difficoltà di elaborazione autentica.

In effetti, gli schemi mentali sono utili solo se rimangono flessibili e se, di tanto in tanto, possono essere messi in discussione al fine da consentire il cambiamento ed il rinnovamento.

Di fatto, gli schemi mentali sono quelli che danno vita ai nostri comportamenti e, pertanto, visto che siamo nel mese dell’Acquario, è interessante cercare di comprendere che si tratta di un segno che poggia prevalentemente sulla mente che, tuttavia, ha grandi capacità di cambiare e di rinnovarsi proprio a livello mentale: in effetti, l’Acquario è aperto continuamente alla “contaminazione” che può giungere dall’interazione con gli altri e dallo scambio di informazioni e di idee e, più di tutti gli altri, almeno sul piano simbolico, è in grado di non subire eccessivi condizionamenti.

 

Il pensiero flessibile permette di raggiungere la condizione di “resilienza” che, più che un modo di essere, può definirsi la capacità di accedere, in qualunque momento, alle nostre più profonde risorse: se pensiamo all’Acquario come segno che si pone al vertice della croce dei segni fissi e che, pertanto, è in rapporto di quadratura con il Toro e con lo Scorpione e di opposizione con il Leone, allora non possiamo non notare che, per giungere a sviluppare tutte le qualità di questo segno dobbiamo aver conquistato ed introitato le potenzialità dei tre segni che si trovano sull’asse delle sicurezze. Così, un buon Acquario, teoricamente dovrebbe essere in grado di accedere alle sue risorse personali, deve crearsi un’identità che supporterà la possibilità di integrarsi bene e con energia nella vita collettiva dando vita alla creatività e, infine, deve accedere alle risorse più profonde, quelle che scoprirà all’interno delle relazioni intime che lo metteranno a confronto con i valori, il potere personale e la motivazione.

Quando si raggiunge questo stadio avendo lavorato sulle difficoltà che le quadrature e l’opposizione propongono, allora possiamo accedere a quello stato chiamato “resilienza” che contempla la capacità di affrontare le avversità della vita, superandole ed  uscendone rinforzati quando non addirittura cambiati e trasformati in profondità.

 

In pratica, la resilienza è la capacità di accettare e di cooperare con i cambiamenti senza mai opporsi alle crisi ma cercando di individuare le motivazioni profonde che spingono dall’interno e che chiamano ad un ulteriore sviluppo attraverso l’apprendimento di nuove modalità di pensare e di agire.

Praticamente è il principio che sta alla base dell’evoluzione e che è in grado di cambiare e di vivere pur nell’estrema complessità.

 

Il termine è stato mutuato dalle proprietà di certi materiali di resistere allo stress ma è stato soprattutto applicato nelle scienze sociali per indicare la capacità di riuscire, di vivere e di svilupparsi in modo creativo e socialmente accettabile nonostante il grandissimo stress che si vive durante le fasi di cambiamento.

 

Senza dubbio, per raggiungere questa capacità, occorre sicuramente essere poco attaccati ai propri schemi emotivi, affettivi ed intellettivi: ogni attaccamento porta a resistenza e a rigidità mentre, la possibilità di vedere nei cambiamenti qualcosa di interessante e di stimolante, è sicuramente un fattore vincente, anzi, potremmo addirittura dire che la vera capacità di adattamento di cui parlano i biologi potrebbe essere la “resilienza”.

 

A favorire la strutturazione di schemi mentali contrari al cambiamento possono essere stati traumi infantili che hanno indotto ad erigere difese titaniche. In questo caso vi saranno difficoltà ad operare con la giusta elasticità mentale perché prevarrà il bisogno di lavorare per destrutturare questi schemi e iniziare a vivere in modo più appropriato.

 

Di schemi mentali si interessa prevalentemente la Programmazione Neuro Linguistica ideata da Richard Bandler e John Grinder; si tratta di un insieme di tecniche, peraltro mai accettate dalla psicologia ufficiale, che, secondo gli autori, sarebbero in grado di intervenire velocemente e in modo proficuo su numerosi problemi tra cui quello dei pensieri ossessivi e su schemi di comportamento particolarmente resistenti.

 

Il nome scelto è indicativo in quanto: Programmazione indica la capacità di influire deprogrammando e riprogrammando la percezione cambiando gli schemi automatici; Neuro indica che agisce sul sistema nervoso e, in particolare sulla percezione; Linguistica definisce i processi che si sono codificati attraverso il linguaggio.

 

Ci sono ovviamente pareri diversi su questa tecnica che dipendono dai risultati che le persone ottengono; sembrano però numerosi i successi sui fumatori che, attraverso la P.N.L. sono stati aiutati, o meglio “deprogrammati” a smettere con le sigarette.





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