VAI AI BLOG

Mese
   
Anno
   
 


Astromagazine

SERVIZI

  

 

 

Ultimi Blog

 

Nettuno, il dio degli abissi
inserito martedì 1 giugno 2010

Cari amici,


inizierei a parlare di Nettuno, il grande dio degli abissi, il pianeta che non ha forma e che, di conseguenza è difficile da vedere.. appartiene al grande regno degli “invisibili” insieme a Plutone.


Nettuno è prima di tutto il simbolo dell’inconscio e, quindi, rappresenta quella parte di noi che potenzialmente può portarci alla completezza e al vero senso di perfezione.


Le possibilità di Nettuno sono tante ma, quando si presenta alla nostra coscienza in genere la mette in crisi in quanto tende a dissolvere i vecchi parametri per poterne far entrare altri e, quindi, la coscienza si sente toccata proprio in quei punti che considerava “fermi”.


Nettuno è un’apertura di coscienza ma ad un livello diverso da come siamo abituati a pensare: infatti, non è pensiero bensì “ascolto” e, spesso facciamo fatica con questa dimensione per cui tendiamo a non permetterne l’accesso.


Nettuno è anche un dissolutore di barriere e crea quindi la possibilità affinchè ci sentiamo più uniti e più partecipi di tutto ciò che circonda. Il suo mondo però è psichico ed emotivo e mai mentale per questo lo temiamo e spesso lo reprimiamo.


Nettuno è fantasia, è musica celeste, è capacità di vedere “oltre” senza per questo scadere nell’illusione; è libertà e mai dipendenza, è spiritualità e mai religione.


Iniziamo con questa parte..


Un saluto Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Urano, il principe risvegliatore
inserito lunedì 22 marzo 2010

Cari amici,


dopo aver parlato di Saturno e dell’importante funzione che esercita facendo la filtro tra la parte inconscia e quella cosciente, aiutando l’Io nella difficile operazione di vaglio dei contenuti che possono passare e di quelli che, invece, potrebbero creare difficoltà, passiamo adesso ad una discussione sull’archetipo che viene subito dopo il grande vecchio.


Urano tra l’altro, come tutti sapete, mitologicamente è il padre di Saturno, padre terribile, un padre che non ama i suoi figli e che li ricaccia nelle viscere della Terra perché li ritiene brutti ed imperfetti.


La prima caratteristica che vorrei affrontare parlando di Urano è quella di essere “senza modello”, lui è il primo modello di tutto.


Egli infatti è primo figlio, primo compagno e poi primo padre nella storia della creazione mitica. Questo può far comprendere le difficoltà che Urano ha nel rivestire “un ruolo”, qualsiasi esso sia. In effetti egli non ha ruolo, si improvvisa praticamente in tutti e tre in quanto non ha precedenti. Il ruolo è una “forma” precisa e, lui si trova tra la forma stabile (Saturno) e la non forma assoluta (Nettuno) e, come tramite, propone la difficoltà di mantenerne una, qualsiasi essa sia, lui cercherà di cambiarla di incrinarla da qualche parte in modo che possa permettere il movimento.


Da un punto di vista psicologico questo significa che quello che giunge da questa parte di noi è “nuovo, non ha contaminazioni precedenti” e, per questo spesso risulta strano, diverso e non sempre comprensibile. La cosa che combatte di più in assoluto sono le “forme mentali” che tende a cambiare in continuazione, a illuminarle con nuovi ideali, nuove possibilità, in modo da non consentire staticità e immobilismo.


I suoi contenuti ci “risvegliano” e giungono come delle vere e proprie sferzate nella nostra psiche. Il suo compito è infatti quello di farci vedere “altre realtà”, altre opportunità senza restare per questo cronicizzati su quelle già esistenti.

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
CONVEGNO DELL'EQUINOZIO 20 e 21 marzo
inserito venerdì 19 marzo 2010

cari amici,
domani e domenica sarò impegnata nei lavori del Convegno dell'Equinozio. Molti di voi non conoscono magari i particolari più profondi degli addetti ai lavori astrologici ma, devo dire, che questo convegno - da me fortemente voluto - è un fatto storico nel panorama dell'Astrologia Italiana.
In effetti le tre grandi scuole.. quella tradizionale, quella morpurghiana e quella psicologica sono sempre state "divise" e non hanno mai avuto troppa voglia di interagire tra di loro.
Invece, essere insieme ad un convegno indica che i tempi stanno veramente cambiando e che sono maturi per cominciare a comprendere quanto la diversità sia ricchezza anzichè separazione.
Vi dirò come è andata.. lunedi'... in ogni caso è un successo sicuro per l'astrologia in toto.


Un saluto Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
I Pianeti lenti : Saturno
inserito lunedì 8 febbraio 2010

Cari amici,


iniziamo il nuovo blog parlando di Saturno, il primo dei pianeti lenti anche se appartiene ancora al gruppo dei pianeti coscienti nel senso che il suo compito è quello di limitare l’area della coscienza, di permettere che si strutturino tutte le funzioni che servono all’io, consentendo a quest’ultimo di rafforzarsi e crearsi un suo “centro” da cui sentire, discriminare, valutare, affermarsi, crescere e diventare solido.


Saturno però ha anche il compito di proteggere l’Io nel delicato processo di crescita difendendolo dalle irruzioni dell’inconscio che potrebbero travolgerlo in quanto ancora troppo fragile.


In genere Saturno viene visto come un “punitore”, un pianeta che blocca e che irrigidisce, ma questo accade solo se non lo si riesce a vedere nella giusta luce: Saturno è invece colui che protegge perché le condizioni sono tragiche e non vi è modo di poter lasciare che l’Io affronti le difficoltà da solo.


In pratica, Saturno può fare le due parti ma, in caso di enormi difficoltà nell’infanzia, è prima di tutto addetto a difendere l’Io e a permettere al bambino di crescere anche se la sua struttura interna resta debole e inadeguata; consente comunque di crescere, di sopravvivere e rimanderà a quando si sarà adulti la possibilità di affrontare le difficoltà e le inevitabili ferite.


In questo modo esercita anche al livello più basso la funzione di “super io” che, nel tempo dovrà invece diventare una guida ed un aiuto per l’Io nel senso che rappresenterà gli ideali a cui tendere e la capacità di vivere alla loro altezza attraverso una struttura di “giudizio interiore” che stabilisce cosa è bene e cosa è male. Diventa nel tempo la nostra personale morale.


Per questo però bisogna prima pensare al suo simbolo di “autorità”.


Possiamo partire da qui.


Un saluto Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Astrologia e Mito
inserito lunedì 15 giugno 2009

Cari amici,


propongo la discussione astrologia e mito che, come ben sapete, mi piace molto e mi sta molto a cuore..


Mi sono comunque stampati i vostri suggerimenti, così, non appena terminiamo questo argomento possiamo passare a quelli proposti da Kla e da Aral.


Il mito come ben sappiamo è una traccia di certi comportamenti.. una sorta di “schema codificato” di comportamenti che, nella vita di una persona, si trova a interpretare. L’astrologia si avvale meravigliosamente del mito proprio perché, i pianeti e i segni ricalcano “modelli interni” che possiamo senza dubbio rintracciare nel mito.


Per questo il mito non morirà mai perché riguarda qualcosa di sedimentato all’interno che risuona quando viene evocato.


Possiamo procedere come volete.. potete cominciare dai segni o dai pianeti ed io vi seguirò.


Un saluto Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Gli Assi
inserito mercoledì 18 marzo 2009

Cari amici,


come avevate richiesto possiamo parlare degli assi. Non so esattamente cosa intendeva Icaro quando ha proposto questo argomento. In ogni caso, se mi spieghi bene cosa intendi, possiamo sicuramente iniziare a parlare di questo nuovo argomento.


Gli assi sono ovviamente punti fantastici da un punto di vista astrologico perché ci permettono di comprendere molto bene il discorso della polarità e della complementarietà, leggi a cui tutti noi dobbiamo sottostare.


Attendo come sempre i vostri suggerimenti per iniziare questo argomento nuovo.


Un saluto Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Pianeti in trasparenza
inserito martedì 11 novembre 2008

Cari amici,


parlare di trasparenze è interessante anche se, come ho già detto precedentemente, io non sono sicuramente una grande esperta di questo pensiero morpurghiano.


Posso però aiutarvi a comprendere meglio la natura dei segni attraverso quelle che Lisa Morpurgo chiamava energie che il segno “rimpiangeva” in quanto gli erano appartenuti nel precedente zodiaco “matriarcale” e sono state perdute in questo zodiaco “patriarcale”.


Ogni segno quindi ha un pianeta che viene chiamato “in trasparenza” e, proprio questo pianeta diventa fondamentale perché riesce a fornire alcune caratteristiche che il segno in qualche modo mostra nella connotazione attuale.


Possiamo cominciare a parlare della trasparenza di “Y” nel segno dell’Ariete. Y è ovviamente un pianeta e un simbolo di cui sappiamo pochissimo. Sappiamo che rappresenta i ritmi della vita, soprattutto quelli lenti che si alternano a quelli più veloci e rapidi di Mercurio. Y è la materia, quella che ci obbliga a vedere tutto ciò che sta nell’Universo attraverso la polarità e che, quindi ci obbliga a dividere e a sezionare le cose. Y è anche il senso del tempo, quello che è sempre presente, ma che, nella realtà polarizzata in cui viviamo, ci sembra in continuo movimento e in scorrimento. Il tempo però è stato sempre visto come un’illusione (almeno così diceva Einstein) e qui cadiamo nella dialettica tra Y e Nettuno i due opposti, entrambi fortemente sfuggenti.


Il suo domicilio primario è in Vergine dove appunto il tempo è quello che viene ritualizzato e il suo scorrere ci serve per orientarci nella realtà; il Vergine indica anche la solidità e alla finitezza della materia che si contrappone a tutto ciò che, invece, è labile, senza confini e soprattutto “senza forme” di Nettuno.


Il secondo domicilio è in Gemelli (in entrambi i segni affianca Mercurio); in Gemelli  Y è indubbiamente meno forte che in Vergine e quindi, sembra sopraffatto dal ritmo veloce e leggero di Mercurio. Tuttavia nella fase “Gemelli” il bambino inizia a prendere in considerazione che esiste la realtà.. e che la realtà è “movimento” – anche il tempo è legato al movimento -  e soprattutto la realtà è relativa.. come relativo è, sul piano individuale, lo scorrere del tempo che, mentre viene scandito inesorabilmente sempre uguale dall’orologio, noi non abbiamo sempre la stessa percezione dello stesso.


Terzo domicilio – per esaltazione – è in Leone dove affianca il Sole che rappresenta la vitalità; Y ci ricorda che la vita scorrerà e che non sarà “per sempre”.


Nell’idea morpurghiana Y era anche il “vento”, l’atmosfera.. e l’ossigeno che, notoriamente è nutrimento per l’uomo e per il cuore.. che lo spinge in tutto il nostro corpo unitamente al sangue.


Y, a mio avviso, è il CHI, il PRANA, il SOFFIO VITALE, ciò che ANIMA la materia INANIMATA potrebbe aver a che fare con questo pianeta.


Possiamo iniziare da questo .. ovviamente aspettando le vostre considerazioni.


Un saluto Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Astrologia e Salute
inserito lunedì 14 luglio 2008

Cari amici,


mi avete suggerito di parlare di astrologia e salute.. e questo mi piace particolarmente, quindi, eccomi qua.


Per poter avviare una conversazione sul rapporto tra i segni, i pianeti e la salute bisogna prima di tutto partire dal presupposto che, fin dall’antichità, sono stati individuati nei vari simboli (segni e pianeti) delle corrispondenze con il corpo.


Desidero premettere che corpo e psiche sono ovviamente un’unità.. per cui, qualsiasi problematica che si evidenzi su uno dei due poli.. sarà inevitabilmente segnata anche nell’altro.. A tutt’oggi la psicosomatica non ha chiarissimo il perché alcuni sviluppano una malattia “prevalentemente somatica” mentre altri, sono più predisposti alla malattia “prevalentemente psicologica”. Quello su cui tutti concordano è il fatto che la Malattia è un problema che riguarda quella che noi chiamiamo ANIMA e che la psicologia chiama il SE’.. riguarda quindi quella parte di noi che ha in serbo il concetto di TOTALITA’, che è sempre disatteso in quanto, il nostro viaggio sulla Terra attraverso l’incarnazione in un corpo fatto di Materia, indica che siamo alla ricerca di questa unità  che, inevitabilmente, non abbiamo ancora conquistato.


La malattia si presenta dunque come una delle tante vie per arrivare all’unità.. o meglio, come una informazione che ci aiuta a prendere coscienza che qualcosa all’interno della nostra unità psicofisica è in tensione, non funziona bene e non scorre.. e che, quindi, dobbiamo ricucire un contatto.


Esattamente come indicano i simboli astrologici.. possiamo dire che la Malattia è il frutto della “frammentazione”, che raggiunge la sua massima fase nella casa sesta… in cui l’Io giunge frammentato, misero e solo.. dopo aver operato, giorno dopo giorno, fase dopo fase, la separazione dall’unità.. (inconscio) con lo scopo di una presa di coscienza di varie parti di sé (organizzate da un Io). Ovviamente dalla settima casa in poi.. noi andiamo – o meglio abbiamo il compito – di ricomporre l’unità.. prendendo coscienza man mano delle parti mancanti..


Teoricamente.. la ritrovata unità dovrebbe avvenire nella casa XIIa proprio dove rincontriamo Nettuno il pianeta da cui siamo partiti e che ci siamo lasciati dietro alla nascita.. incontrando Marte, Plutone e il Sole.. che rappresenta appunto l’inizio della scintilla di individualità.. che dovrà trovare spazio, dignità ed espressione.. fino a manifestarsi pienamente e a rincontrare il Se’


Fatta questa premessa, possiamo dunque cominciare a parlare dell’Ariete che, rappresenta sicuramente la TESTA prova ne è che chi ha valori Ariete in qualche modo ha sempre un rapporto speciale con la sua Testa.., sia perché è un punto forte, sia perché è debole e quindi soffre di dolori di testa, di emicranie.. o di simbologie analoghe sul piano psicologico (dirigere, mantenere il controllo della propria vita)..


Bisognerà distinguere in modo accurato l’Ariete da Marte che, dell’ariete è signore e che ha una serie di patologie legate al suo simbolo.. che possono trovarsi manifestate anche in assenza di valori Ariete.


La testa è comunque addetta al controllo della nostra vita: è la sede del cervello.. l’organo che noi occidentali riteniamo proprio legato al controllo, alla razionalità. Sappiamo che il cervello però non è solo “la corteccia cerebrale” in quanto possiede anche altri 2 rami: rettiliano e sistema libico.. che indicano che si devono unire.. tre aspetti della nostra vita.. ISTINTO – EMOZIONI – PENSIERI.. e sono tutti in qualche modo racchiusi nel cervello che sta dentro alla nostra testa.. Solo se abbiamo una precisa relazione tra i tre possiamo ritenerci in grado di “controllare la vita”, altrimenti le cose possono sfuggirci..


Iniziamo da qui..  Un saluto Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
La vocazione
inserito martedì 3 giugno 2008

Cari amici,


prendo spunto dal suggerimento di Silvias per affrontare questo nuovo argomento.


Parleremo di ciò che può portarci, in un tema natale, a comprendere quali sono i talenti di una persona che potrebbero portarla a trovare una vera e propria vocazione, solo se ascolterà però la sua voce interiore senza lasciarsi “depistare” da altri bisogni, spesso importanti, ma che possono ritardare e a volte proprio spostare ciò per cui si è nati e chiamati.


Desiderio chiedervi di non postarmi tutti i dati chiedendomi qual è la vostra vocazione: sapete che non è questo l’intento del blog che invece propone una discussione e un vostro “scoprire” ed imparare a leggere ciò che subito può non sembrarvi così semplice.


La parola “vocazione” deriva dal latino “vocare” che significa “chiamare”. Questo già ci parla di un qualcosa che “chiama da dentro”, un qualcosa che possediamo già e che dovrà solo essere “ascoltato” e lasciato esprimersi.


Il fatto di avere una “vocazione” ci riporta all’idea che abbiamo già dentro un sacco di cose che dovranno essere raffinate ed elaborate, ma che ci sono e non sono il frutto solamente di ciò che abbiamo studiato anche se l’applicazione e lo studio possono essere estremamente importanti per arrivare a “rendere fattibile” e “realizzabile” un talento naturale.


In effetti, la vocazione è sicuramente qualcosa di diverso dalla “realizzazione” che invece prevede appunto un lavoro fatto di tempo e di costanza che servono per centrare poi l’obiettivo di trasferire in una professione qualcosa che è prima esclusivamente una “passione”.


Per cominciare ad affrontare questo discorso suggerirei di iniziare ad analizzare la prima casa di Terra che è la seconda che può suggerirci quali sono le risorse che abbiamo e che dovremo in qualche modo individuare.


Possiamo parlare del segno su cui poggia la IIa casa e dei pianeti che si trovano li.. però non possiamo non prendere in considerazione il segno del Toro che è il cosignificante di questa casa e i tre pianeti che sono in esso domiciliati perché ci daranno una serie di informazioni rispetto alle risorse.


Il Toro è un segno legato alle sicurezze a al possedere.. però ci parla di ciò che possediamo e di ciò che possiamo portare dentro (nutrimento) nella primissima parte della vita che potrà poi esprimersi e raffinarsi in altre case in modo da rendere queste risorse fruibili.


La rappresentazione fortemente affettiva di questo segno ci aiuta a comprendere quanto siano importanti le conferme, le sicurezze, il supporto, lo specchio degli altri e il senso di valore che ci danno e che ci servirà per valorizzare noi stessi al fine di riuscire a scoprire veramente di che pasta siamo fatti ottenendo quella fiducia in noi stessi che ci aiuterà a “credere” poi nelle nostre possibilità.


Possiamo partire da qui. Un saluto Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Dominanti Planetarie
inserito lunedì 31 marzo 2008

Cari amici,


sempre a seguito dei vostri suggerimenti, vorrei dare seguito all’imput di Icaro circa le dominanti planetarie.


Parto subito con il dire che non tutti i temi – a mio avviso – hanno una reale dominante planetaria, anzi, posso dire che, nella mia esperienza, la maggior parte di essi ne hanno magari due .. a volte anche tre dominanti, per cui la persona si trova letteralmente a gestire due o tre archetipi in maniera privilegiata mentre gli altri, fanno da corona.


L’astrologia umanistica è molto meno legata ai tecnicismi ed io lo sono ancora meno per cui dico subito che non amo cercare di calcolare le dominante con astrusi calcoli e punteggi che assegnano un potenziale ai pianeti; per intenderci non amo quella modalità che trovate sui programmi di astrologia che, anzi, spesso io trovo errate.


Continuo a pensare che il tema debba essere “visto” in un colpo d’occhio: il che significa che il tema va “compreso” e non calcolato.. bisogna guardarlo e vedere che ci sono delle cose che emergono ed altre che, inevitabilmente, devono passare in sordina in quanto tutto è fatto su una legge di opposti e complementari e quindi, se c’è troppo maschile, mancherà l’espressione del femminile; se c’è troppo Saturno, mancherà indubbiamente la Luna e se c’è troppa Venere, mancherò l’espressione di Marte.


Questo per dire che comunque, dove c’è una dominante dobbiamo subito renderci conto che ci sarà qualcosa di squilibrato in quella persona  che dovrà cercare di equilibrare… sviluppando in qualche modo la funzione che non può avere facile accesso.


In genere noi abbiamo due parti importanti che sono quelle su cui ruotano anche la maggior parte dei conflitti..e già da questo possiamo vedere dove possono esserci dominanti.. che non sempre sono forze.. giacchè la forza vera sta nell’armonizzazione.


Cominciamo a parlare di come vedere una dominante: ci deve essere un pianeta che è molto stimolato, che quindi ha molti aspetti; deve essere anche importante il segno di cui quel pianeta è signore..e, in ultimo anche la casa che governa.. ad esempio, se parliamo di una dominante Lunare.. dobbiamo avere una Luna importante; una quarta casa ben stimolata e, in ultimo il segno del Cancro abitato da due o più pianeti e, magari un tema con una dominante di elemento acqua.


Possiamo partire da qui..


Un saluto Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Plutone in Capricorno
inserito lunedì 17 marzo 2008

Cari amici del blog,


questa settimana sarò a mezzo servizio pechè mancherò tre giorni domani, mercoledi e giovedi.. Sarò via per lavoro e non potro’ seguirvi..


Per questo gradirei accogliere come primo spunto quello di parlare di Plutone in Capricorno promettendovi di passare poi a parlare dei vari spunti che mi avete dato settimana dopo settimana.


Plutone è un pianeta lentissimo che, quando entra in un segno – permettetemi il bisticcio di parole – lo segna fortemente e inesorabilmente.


Non vi è modo di sfuggire al grande macinatore di gradi dello zodiaco, unico che li tocca veramente tutti, sollecitandoci, come una reale chiamata del sé, a comprendere la nostra natura più profonda e ad allinearci ad essa.. facendo i dovuti passi per eliminare le ombre, le maschere e le falsazioni.


Sul piano collettivo Plutone tende a tirare fuori il meglio e il peggio di ogni segno che va via via transitando e, visto che adesso è entrato in Capricorno anche se ancora non stabilmente, è importante comprendere cosa cercherà di distruggere tra i simboli di questo segno.. e cosa, invece, cercherà di portare fuori.


E’ indubbio che Plutone non ha la bacchetta magica.. per cui, le sue energie potenti sono neutre e molto dipenderà da quanto l’umanità è pronta a fare quella catarsi che sempre accompagna i transiti di questo Dio infero che non vuole certo distruggerci.. ma che, se non riusciamo ad avvicinarci a quello che l’evoluzione universale ha in serbo per noi.. può anche farci passare attraverso quella profonda crisi che, per l’umanità può rappresentare una fase molto difficile in cui ci obbliga a tornare a qualcosa di più essenziale ed importante lasciando tutte le false verità che sono state coltivate nel tempo.


Indubbiamente noi siamo ad una fase cruciale, parlo ovviamente sul piano della società.. e soprattutto della società occidentale. Non possiamo non vedere i danni che ci sono e che vediamo tutti i giorni attorno a noi. I danni sono legati ad un potere.. e qui non mi riferisco solo ai poteri grandi e forti, giacchè questi possono crescere e nutrirsi di “piccoli poteri”, di profonde ambivalenze e di mancanza di coraggio che ognuno degli esseri umani coltiva nel suo piccolo giardino e che, in fondo, permettono comunque ai grandi poteri di potersi manifestare assolutamente incontrastati.


Ogni volta che abusiamo del nostro potere personale.. andiamo ad alimentare anche un potere distorto a livello più grande.


Il grande Jung diceva “se c’è un problema nel collettivo, vuol dire che gli uomini hanno un problema e se c’è un problema negli uomini, vuol dire che IO ho un problema”.


Dovremmo partire da qui… dal fatto che a livello collettivo le proiezioni sono macroscopiche.. e noi tendiamo sempre e comunque a proiettare sui potenti e su chi ci governa ciò che è anche nostro e che non riusciamo a vedere permettendo così che queste ombre si alimentino e crescano senza che vengano mai ritirate.


Sicuramente Plutone in Capricorno cercherà di mostrare ad ognuno di noi come funzionano i “poteri”; ci farà capire che se noi non usiamo bene il nostro potere personale, questa distorsione sarà riflessa pienamente dalla società e dai governi che sono eletti da questa società.. e che rappresentano ciò che noi siamo.. (so che non piace questa lettura, ma è l’unica possibile)… ciò che sta sopra è il riflesso di ciò che sta sotto e..questa è l’unica verità da cui partire, per comprendere cosa ci “regalerà” questa lunga sosta – 17 anni – di Plutone nel segno del Capricorno che rappresenta soprattutto le strutture di una società e come si reggono, su che tipo di potere si reggono.. come gestiscono questo potere e come pensano, sentono e agiscono.


Noi siamo in una democrazia, anche se molte cose sono a rischio in questa fase storica, tuttavia in una democrazia.. dovrebbero “governare i cittadini”, se invece noi non governiamo… allora vuol dire che DELEGHIAMO il nostro potere a qualcuno.. senza poi neppure curarci di come questi lo amministrano.


Se parliamo di potere.. da un punto di vista dell’astrologia umanistica.. allora non possiamo pensare che si possa passare o delegare a interpretare un simbolo o un archetipo a qualcun altro.. questa è l’unica cosa che non possiamo fare. Siccome invece noi siamo disincantati e spesso indifferenti.. salvo poi incazzarci nel momento in cui le cose non funzionano, allora Plutone ci richiamerà a qualcosa di profondo e di profondamente nostro.


Plutone è simbolicamente il signore dello Scorpione… e della casa VIIIa… e la casa ottava nasce dal “senso di appartenenza della IIa”… se non ci sentiamo di appartenere allora saremo svuotati, non avremo risorse e non potremo utilizzare il nostro potere personale per trasformare e per cambiare ciò che non funziona.


Cominciamo a parlare di questo.. a chi lasciamo il potere…? Cosa pensate che sia il collettivo?


Un saluto Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
I Bisogni
inserito martedì 12 febbraio 2008

Cari amici,


accolgo con interesse la proposta di Chiara Inesia di parlare dei “bisogni”. Intanto, inizierei con la definizione di che cosa è un bisogno e poi, magari, possiamo cercare di identificare come è simboleggiato in astrologia.


Per “bisogno” si intende uno stato di tensione che può essere più o meno intensa che si manifesta in assenza di qualcosa che risponde ad esigenze di tipo fisiologico.. (tipo cibo, acqua, sonno, ecc.), psicologiche (affetto, amore) o anche voluttuarie (auto, telefonino) che sono diventate però importanti nel tempo, o per abitudine, fino ad essere percepiti come indispensabili.


La difficoltà sta nella definizione  poiché, da un punto di vista psicologico ci sono: motivazioni, pulsioni, desideri e bisogni… e non è sempre semplice dividerli e comprendere dove sta il confine tra l’uno e l’altro.


Il bisogno comunque è uno stimolo che ha lo scopo di spingere la persona ad andare verso una meta  in cui termini la tensione che provoca “insoddisfazione”.


In psicanalisi non si parla tanto di bisogni quanto di pulsioni e motivazioni… mentre, nella psicologia umanistica si utilizza moltissimo il termine “bisogni” a partire da Maslow che, addirittura, ha fatto una piramide in cui sono elencati i bisogni di una persona partendo da quelli fondamentali fino ad arrivare a bisogni molto elevati che comprendono la spiritualità..


Spesso siamo abituati in astrologia a pensare ai bisogni come alla Luna.. perché, la Luna rappresenta l’infanzia che è una condizione di estremo bisogno.


Personalmente direi che la Luna indica bisogni molto intimi.. quali quelli emotivi che, se non vengono soddisfatti, spingono alla disperazione e all’ansia nel tentativo di trovare accudimento.


Però vi sono altri pianeti che indicano altri bisogni.. direi che i bisogni non soddisfatti generano “dipendenze”… mentre, i pianeti che pian piano cercano di affrancarci dai bisogni sono via via Saturno, Urano e Nettuno.


Possiamo iniziare da qui..


Un saluto Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Case succedenti
inserito lunedì 3 dicembre 2007

Cari amici,


come preannunciato, questa settimana possiamo cominciare a parlare delle case “succedenti” che sono la seconda, la quinta, l’ottava e l’undicesima.


Queste case sono molto interessanti perché hanno il compito di rendere utilizzabili e quindi stabili, le energie che sono state messe in moto da quelle angolari.


Sono case che si collegano ai segni “fissi” e che, proprio per la loro natura sono stabili energeticamente parlando, il che non significa che debbano essere case rigide o iperstrutturate.


Come tendo a sottolineare , la stabilità è garantita proprio dalla plasticità e dall’elasticità e quindi, anche queste case devono avere queste caratteristiche.


Sono case che danno struttura e che ci offrono la possibilità di vedere i risultati di ciò che è partito nelle case precedenti.


La prima delle case succedenti è la casa seconda che indica quali risorse abbiamo e come possiamo individuarle e renderle attive e disponibili per noi.


E’ anche una casa in cui dobbiamo mettere insieme struttura e sentire di “avere” ciò che ci serve e ciò che ci dà valore e sicurezza.


Possiamo iniziare da qui.


Un saluto Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Gli Angoli del Tema
inserito lunedì 29 ottobre 2007

Cari amici,


in base alle vostre segnalazioni, parleremo degli angoli del tema cercando di comprenderne l’importanza e il significato.


Per prima cosa voglio sottolineare che, contrariamente a quanto pensa l’astrologia tradizionale, io non assegno un’importanza così straordinaria  ai 4 angoli, non più di quanto non assegno alle altre case, fermo restando il fatto che danno il via alle case angolari o cardinali, che sono in assoluto le case più “fondamentali” per la sopravvivenza di una persona.


Mentre le case succedenti e quelle cadenti possono essere in qualche modo “disattese”, quelle cardinali non possono essere ignorate in quanto sono le case che ci permettono di stare in piedi e di raggiungere un’autonomia ed un’autorealizzazione.


Le case angolari sono quelle che danno il via ad ogni cosa.. partendo dall’ascendente che segna l’inizio della casa prima e che rappresenta la nostra nascita, ovvero il primo vero inizio di vita indipendente.


Così’ come abbiamo iniziato …. Inizieremo le cose e quindi, se vogliamo cominciare a parlare dell’ascendente, mi sembra un buon modo per affrontare gli angoli.


L’ascendente corrisponde al momento esatto della nostra nascita ed indica cosa abbiamo incontrato in quel preciso momento. E’ indubbiamente un imprinting molto forte che ci condiziona a lungo poiché viene associato psicologicamente a tutto ciò che rappresenta l’inizio.


L’ascendente è prima di tutto “come si inizia”.


Vi aspetto… possiamo parlare degli ascendenti.. e dei pianeti che vengono a toccare questo punto.


Un saluto Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Cicli Planetari
inserito lunedì 1 ottobre 2007

Cari amici,


come anticipatovi la settimana scorsa, passiamo ora a parlare dei cicli planetari.


Partirei subito con il dividere i cicli dei pianeti lenti da quelli dei pianeti veloci: infatti ci permettono di comprendere due diverse possibilità.


I pianeti veloci sono quelli di Sole, Luna, Mercurio e Venere è chiaro che sono cicli che si evolvono molto velocemente. La Luna ogni 29 giorni completa un ciclo, il Sole lo completa in un anno, ecc.


I cicli minori indicano il tipo di energia che stiamo sperimentando nell’immediato, oppure nell’anno o, nel caso di Marte, nei due anni interessati.


Si parla di cicli quando si analizzano gli aspetti che i pianeti fanno con sé stessi.


Risulta subito ovvio l’importanza ben più consistente dei cicli dei pianeti da Giove in poi. Giove infatti ha un ciclo di 12 anni e può dunque arrivare a fare 8 o 9 cicli nella vita di una persona, scandendo ovviamente periodi di crescita particolari.


Saturno può fare al massimo tre cicli nell’arco di una vita umana e quindi saranno estremamente importanti ed incisivi.


Urano può compiere un intero ciclo in quanto percorre un giro intorno al sole in 84 anni.


Nettuno e Plutone faranno solamente una porzione di ciclo in quanto la loro orbita è lentissima e quindi i loro cicli scandiranno periodi veramente unici nella vita di una persona.


Data l’importanza dei cicli dei pianeti lenti, inizierei proprio da questi.


I cicli sono interessanti perché scandiscono tappe “personali” che dovremo fare tutti più o meno negli stessi anni. A differenza di un transito che può capitare ad età molto diverse nella vita di tutti noi, i cicli capitano invece più o meno alla stessa età (con alcune eccezzioni che vedremo via via). Il che significa che tutti siamo chiamati a fare determinati passaggi psicologici più o meno alla stessa età.


Per questo i cicli dei lenti vengono considerati veri e propri cicli di maturità e di crescita.


E’ anche interessante analizzare quali sono le tappe in cui vi sono più cicli interessati per comprendere quali spinte e quali svolte il nostro Se’ desidera per noi.


Potremmo partire dal cicli di Saturno che rappresenta varie tappe di maturazione che devono portare l’individuo da dipendente ad indipendente.


Saturno fa il suo cicli in 29 anni. Nell’analizzare i suoi cicli terremo in considerazione soprattutto gli aspetti più potenti: quindi, la prima quadratura, il primo trigono, l’opposizione, la seconda quadratura e la congiunzione, ovvero la fine del ciclo.


La prima quadratura avviene a 7 anni e corrisponde all’incirca all’ingresso nella scuola, prima tappa in cui il bambino si avventura fuori casa ed inizia a doversi dare delle regole che non sono più familiari, ma sociali.


E’ anche la fase in cui psicologicamente deve avvenire definititamente il taglio dalla simbiosi materna in modo da avventurarsi via via verso modelli di vita con meno bisogni; vi sono quindi le prime responsabilità: fare i compiti, andare a scuola, l’educazione, ecc.


E’ anche la definitiva chiusura delle fase edipica con le sue fantasie illusorie: anche in questo caso c’è una presa di realtà ed anche la prima possibilità di poter controllare un istinto o una pulsione, senza doverlo soddisfare o agire nell’immediato.


E’ interessante vedere come, a questo primo passaggio che indica comunque uno strappo dal mondo fatato del contenimento materno, si aggiunge anche il primo sestile di Urano a sé stesso, quasi a sottolineare il bisogno interno di maggior libertà, di socialità e di desiderio di sperimentare fuori dall’ambito domestico.


Possiamo iniziare con il ricordare cosa può essere accaduto in questa età


Un saluto a tutti. Lidia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 

                           Il Blog di Astrologia in Linea a cura di Lidia Fassio