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IL RISTAGNO VENOSO

a cura di Lidia Fassio
 

La circolazione, come ogni altra cosa del nostro corpo, è soggetta ad un ritmo in due tempi ovvero ad una fase di  spinta potente che parte del cuore che, attraverso le arterie, pompa per portare nutrimento ed ossigeno a tutti i tessuti e ad una successiva in cui attraverso le vene il sangue ritorna agli organi che dovranno ripulirlo e riossigenarlo per poterlo nuovamente mettere in circolo.
Abbiamo più volte sottolineato che il sistema circolatorio dal punto di vista psicosomatico viene considerato un vero e proprio passaggio di informazioni;  non a caso, l’albero circolatorio ricorda e somiglia, per la sua struttura, al sistema nervoso anche se le due funzioni sono, ovviamente, diverse.
Il sistema nervoso conduce tutti gli input che giungono dall’esterno e dall’interno al nostro centro (cervello) che, dopo aver elaborato le informazioni, risponde attraverso messaggi che vengono trasportati attraverso i nervi ai muscoli che dovranno eseguire gli ordini impartiti. Permette quindi il movimento e il coordinamento degli stessi e, ad un livello meno cosciente, fa funzionare i nostri organi interni. Anche il sistema nervoso è un organo duplice che comprende il simpatico e il parasimpatico.
Il sistema circolatorio invece trasporta attraverso arterie e vene il sangue che, sul piano simbolico, rappresenta lo scorrimento delle informazioni che giungono dalle emozioni e dagli istinti.
Si tratta dunque di un altro sistema informativo che  tende a reagire e a produrre movimenti e comportamenti che, tuttavia, hanno più a che fare con l’affettività. Il suo centro è il cuore – sede delle emozioni e degli affetti – che, infatti, reagisce agli stimoli cambiando il suo ritmo ad ogni sussulto e ad ogni stato emotivo.
Le principali emozioni rispondono sul cuore e, non vi sono dubbi che, soprattutto in presenza di sofferenze affettive, è proprio lì che tendiamo a sentire il dolore.
Attraverso la circolazione avviene un’interazione che permette al nostro cuore di essere informato di tutto ciò che accade dentro di noi servendosi dello scambio tra arterie e vene che, in questo modo, portano le informazioni individuali alla totalità e viceversa.

L’intero apparato circolatorio astrologicamente parlando è collegato all’asse Leone Acquario e ai suoi pianeti Sole e Urano che simboleggiano come l’individualità può partecipare  alla totalità che, a sua volta, nutre e permette di accrescere l’individualità.
Non a caso, le opposizioni tra questi due pianeti e tra questi segni possono evidenziare problemi cardiocircolatori. 
La circolazione arteriosa ha bisogno di “pressione” per spingere il sangue nei vasi e raggiungere tutti i tessuti nel nostro corpo.. e, al tempo stesso, ha bisogno di movimento (muscoli) e di interazione (respirazione)  per ritornare al centro.
La parte legata al Leone simboleggia la circolazione arteriosa mentre, quella collegata all’Acquario ha a che fare con quella venosa e con il ritorno verso gli organi di ripulitura: principalmente reni e polmoni che, guarda caso, sono organi doppi che rappresentano entrambi relazione e scambio.

In questo modo si mantiene un preciso contatto tra il centro e la periferia e viceversa. 
Il ritorno sanguigno non avviene attraverso pompe ma attraverso una sorta di risucchio agevolato dai muscoli che si trovano in prossimità delle vene; un altro aiuto giunge dalla respirazione che, letteralmente, attrae il liquido carico di scorie verso l’altro e, infine, dalla spinta dei piedi che, appoggiando a terra, facilitano il ritorno verso l’alto.
Sappiamo che le malattie cardiovascolari sono tra  le principali cause di patologie nel mondo occidentale e questo, in parte è dovuto alla nostra vita che tende a non rispettare il ritmo, alla difficoltà respiratoria, o meglio, al controllo che noi tutti esercitiamo e che impedisce di respirare a pieni polmoni, riducendo così, potenzialmente la possibilità di risalita del nostro sangue. Sappiamo però anche che le società occidentali sono anche spesso tacciate di esagerato individualismo che porta gli individui a pensare principalmente a sé stessi, interagendo sempre meno e, soprattutto, partecipando, scambiando e solidarizzando sempre in maniera insufficiente con gli altri.

Indubbiamente un altro grande fattore di rischio è rappresentato dalla  sedentarietà che, solo da un secolo a questa parte, è diventata parte integrante del nostro sistema di vita sempre più tecnologicizzato che limita al massimo il movimento. 
Senza dubbio, il nostro corpo ha buone capacità di adattamento ma, come sappiamo, non velocissime per cui, un cambiamento così drastico di abitudini ha sicuramente influito sulle difficoltà che poi vengono manifestate da questo delicato apparato. A questo va aggiunto il ritmo frenetico che riduce al minimo i rapporti umani e, quindi, lo scambio.

Il segno dell’Acquario è quindi legato al sistema venoso e i nativi soffrono spesso di ristagno venoso nelle gambe e, in particolare, sulle caviglie  il che ha sempre portato erroneamente a pensare che questo segno le governasse.
Senza ombra di dubbio le caviglie sono il punto su cui va a riflettersi il problema e, sicuramente, non la causa di esso e il problema nasce appunto dall’impossibilità di risalita naturale del sangue.

Il sangue venoso è di colore rosso cupo il che indica che è povero di ossigeno e ricco di sostanze di scarto, contrariamente a quello arterioso che, invece è rosso vivo in quanto ossigenato e pieno di nutrenti. Nelle vene circola dal 50 al 60% del nostro sangue: qui la pressione è molto inferiore rispetto a quella che si può misurare nelle arterie.
Nelle gambe il sangue viene spinto dall’arteria iliaca e viene riportato attraverso la grande vena safena con tutte le sue diramazioni e sottodiramazioni.

Da ciò che possiamo intuire in questo apparato è simbolicamente racchiuso lo scambio affettivo tra la natura maschile (arterie) e quella femminile (vene) il che significa che è fondamentale l’interazione  tra la natura attiva e quella ricettiva ma, al tempo stesso, non possiamo vivere senza creare e ricaricare noi stessi ma, neppure, senza accogliere e far spazio al mondo. In pratica, non si può vivere se non in relazione e questo asse simboleggia la relazione tra l’individualità e la società. 

Quando il sangue venoso ristagna siamo di fronte ad una alternanza squilibrata tra le energie maschili e quelle femminili e questo significa che lo scambio tra l’attivismo e la ricettività è fuori controllo nonché quello tra l’agire e il sentire così come quello tra l’Io e il Sè. In genere, in queste persone la parte testa funziona molto di più della parte cuore per cui, si genera un ristagno nel polo inferiore generato da una mancanza di vera e propria passione e ri-creazione che rende la vita monotona e ristagnante. Simboleggia una mancanza di partecipazione alla vita ed una lenta e graduale chiusura in sé stessi e, infine,  simboleggia una difficoltà nell’aprirsi e nel comunicare giacchè è  dal confronto e dalla partecipazione al nostro sociale e dallo scambio di emozioni e  sentimenti che la vita può avvantaggiarsi a tutti i livelli. 
In effetti, se pensiamo alla dialettica tra Sole e Urano ci troviamo di fronte a qualcosa di interessante: il Sole, che rappresenta il nostro centro, il nostro Io e  la nostra identità, ha bisogno di continui scambi con tutte le altre parti (Urano) per raggiungere una piena consapevolezza che deriva da un vero e proprio senso di partecipazione che serve a completare il percorso di individuazione.

Sole Urano sembrano dirci che la nostra identità è preziosa proprio perché serve un progetto più grande: se, invece ci chiudiamo nel nostro egocentrismo ed egoismo lo scambio non avviene più e l’intera società non può crescere per cui si blocca e, simbolicamente, vengono impediti sia il movimento di crescita  individuale che collettivo.
E’ il vero simbolo del viaggio dell’eroe che non può tenere per sé le sue conquiste ma deve condividerle con gli altri.
In pratica Urano tende a portare l’Io lontano dal suo naturale immobilismo aiutandolo a diventare un “Essere sociale”.
Quando il ristagno venoso è eccessivo, le gambe diventano doloranti e, l’unica cosa che può farci veramente bene è muoverci, camminare, il che simboleggia la possibilità di aprirci al mondo, di conoscere di più e di cambiare sostanzialmente la visione della vita.
L’eccessivo egoismo tende a chiudere e a non permettere più lo scambio allargato finendo per creare una stagnazione che, nel caso, è da leggersi come una mancanza di movimento dei sentimenti e degli interessi che possono essere condivisi con gli altri, unico modo per crescere.
In pratica questo sintomo ci invita ad una maggior cooperazione e simboleggia uno scarso “senso sociale” con la tendenza a restare troppo bloccati su  posizioni e paure al punto da non permettere quei cambiamenti che non solo sarebbero salutari sul piano individuale ma allargherebbero la visione e la consapevolezza individuali permettendo così il lento fluire delle parti “scure e infette” che, invece, finiscono per ristagnare dentro di noi.

Esattamente come accade per i nostri pensieri che devono essere scambiati con quelli degli altri in modo da poter raggiungere una filosofia di vita che permetta l’integrazione di altre culture e di altri modi di pensare e di approccio alla vita (scambio tra Gemelli Sagittario), anche sul piano del sentimento c’è bisogno di interagire e cooperare con gli altri per arrivare a quel senso di totalità che possa integrare la diversità come una fonte di ricchezza (Leone Acquario).
Forse, su questo asse è racchiuso il vero senso del “fare qualcosa per il prossimo” in modo da  portare il nostro amore verso il mondo per contribuire a renderlo migliore ricevendo al tempo stesso quel nutrimento che renderà l’individuo più vitale e in perfetta armonia con ciò che lo circonda. Senza scambio non c’è vita per noi, ma neppure per il mondo.





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