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L’ESTREMO BISOGNO DI ATTENZIONE

a cura di Lidia Fassio
 

Per crescere bene, in grado di avere una identità solida che permetta di affrontare le difficoltà della vita senza abbattersi, bisogna avere fiducia nelle proprie capacità e sentire di poter attingere alle risorse personali che si sono via via sedimentate dalla nascita in poi.

Sembrerebbe abbastanza normale tutto ciò ma, a conti fatti, occorre che il bambino abbia avuto due genitori amorevoli che si siano presi cura del suo contenimento, delle sue emozioni e dei suoi bisogni aiutandolo a fronteggiare le paure e gli scoramenti, accudendolo e confortandolo pur mettendo delle regole capaci di dare struttura e di abituarlo alle responsabilità.

 

Nel lungo percorso di evoluzione infantile il bambino deve passare attraverso una serie di fasi che via via gli permettano di scoprire i suoi potenziali e di metterli in luce fino a svilupparli facendoli diventare veri e propri skills. Nel periodo dai 4 ai 6 anni, prima di approdare alla scuola elementare che gli farà prendere coscienza della realtà esterna e dei limiti che essa pone, il bambino deve scoprire la sua creatività, deve identificarsi con il genitore dello stesso e deve dar prova di saper “tollerare le tensioni e le frustrazioni” che derivano dal non poter avere soddisfatti tutti i suoi bisogni senza per questo esserne distrutto e senza reagire in modo impulsivo ed istintivo.

Stiamo parlando della fase di “unicità e specialità” rappresentata nel tema natale personale dalla casa Va. Questa casa è legata per cosignificanza al segno del Leone e, pertanto, deve avere qualcosa da spartire con questo simbolo e con il Sole che ne è signore.

 

Non a caso, si tratta di una fase particolare che la psicologia infantile chiama “delirio di onnipotenza” in quanto si caratterizza inizialmente con una vera e propria manifestazione di forza, onnipotenza ed  invulnerabilità da parte del bambino che non ha minimamente la sensazione di essere “piccolo” anzi, si sente alla stessa stregua dei suoi genitori, in grado di ottenere qualsiasi cosa.

 

Si tratta della fase “edipica” in cui il bambino è talmente sicuro di sé da credersi in grado di conquistare il genitore dell’altro sesso di cui si innamora a tutti gli effetti. E’ importante essere consapevoli del fatto che la nostra psiche necessita di una fase di questo tipo che anzi, è fondamentale per la sua strutturazione; come se la vita, prima di metterci di fronte a grandi frustrazioni, ci desse un’opportunità di sperimentarsi onnipotente e di fare il pieno di “grandezza”.

In questo lungo periodo il bambino ha bisogno di “sentirsi unico e speciale” e, in particolare, desidera esserlo nei confronti del genitore dell’altro sesso verso il quale nutre un sentimento assolutamente esclusivo e possessivo mentre, per converso, nutre gelosia e rivalità verso il genitore dello stesso sesso che vive come rivale.

In questa fase il bambino vuole essere “il solo”; è infatti la fase più difficile anche per una eventuale separazione tra i genitori e lo è soprattutto nel caso in cui nasca un fratello o una sorella perché, in quel preciso momento verrebbero a mancare le condizioni di unicità e di esclusività che sono fondamentali.

Non sempre i genitori conoscono questa esigenza per cui, questa fase viene spesso considerata in modo negativo lamentando che il figlio è pieno di vizi, di capricci e di pretese; succede infatti che si comporti da vero e proprio tiranno che vuole tutto e subito senza sentire le ragioni degli altri.

 

Il periodo in questione sarà più o meno facile a seconda del tipo di attenzioni che il bambino riceverà; se si sentirà al centro del mondo allora potrà mettere in mostra le sue chances e, nell’arco di qualche tempo, si  sentirà tranquillizzato e metterà da parte il suo “strapotere”; se invece non riceverà sufficiente attenzione e i suoi tentativi di catalizzare il mondo circostante cadranno nel vuoto, allora potrebbe diventare particolarmente esuberante e difficile da contenere perché farà di tutto per cercare di ottenere comunque e in qualunque modo possibile ciò di cui ha bisogno anche facendo cose riprovevoli e negative.

Bisogna prendere in considerazione che in questa fase l’Io si vuole esprimere, ha bisogno di “essere visto e notato”; è un Io che deve brillare e che vuole che il mondo lo riconosca e lo faccia sentire importante e grande: il bambino si sente costantemente su un palcoscenico e recita la sua parte tagliando fuori tutti gli altri protagonisti evitando così che limitino la sua luce. E’ un Io che sembra voler diventare un “sole” che brilla e che è al centro del nostro sistema.

 

E’ fondamentale comprendere che questa fase è fondamentale per ogni bambino ma, in particolare, per chi ha una quinta casa forte, un Sole in quinta e valori Leone forti; infatti, per questi nativi vivere bene questo periodo vuol dire esaurire nell’infanzia il bisogno di essere protagonisti ad ogni costo e potersi sentire gratificati anche per il futuro; non riuscire a soddisfare questa esigenza può significare continuare a lungo ad aver bisogno di essere al centro dell’attenzione cercando la propria immagine negli occhi degli altri e volendo  essere a tutti i costi mattatori anche quando non sarebbe il caso.

L’Io, prima di potersi rassicurare e cedere il suo “egocentrismo” necessita di una fase di estremo “egoismo” in cui sentirsi ammirato e piacere: questo è anche il periodo “edipico” in cui ogni bambino ha bisogno di sentirsi amato ed accettato per quello che è; questo aiuterà ad evitare le gelosie e le invidie verso quelli che sembreranno avere di più o più attenzioni; aiuterà anche a superare lo scoglio dell’esclusività in ogni situazione e a cercare nella propria individualità il modo per esprimere la creatività, l’intuito, la fantasia e l’inventiva. E’ come se il bambino in questo periodo si chiedesse in continuazione “chi sono io?” in quanto solamente alla fine dei 5 anni si identificherà e costruirà all’interno un senso più profondo di sé; prima di allora ha bisogno di imitare, di fare le cose che fanno gli adulti per sentirsi grande: non a caso le bambine infilano le scarpe della mamma ed i maschietti giocano con gli attrezzi del papà o vogliono guidare la macchina: ha bisogno di riconoscersi per poter crescere e lasciare da parte le cose che, invece, sono imperative adesso.

 

I bambini che superano bene questa età diventano adulti capaci di coinvolgersi nei sentimenti e di appassionarsi alle cose; diventano altresì adulti capaci di porsi degli obiettivi e di desiderare le cose.. senza necessariamente doverle soddisfare tutte all’istante.





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