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CAPITAN FIAT

a cura di Sandra Zagatti
 
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“Un giocatore di poker alla riscossa”: così lo definì The Economist, quando l’affare Fiat-Chrysler era ancora un interrogativo. Poi l’affare si concluse e Sergio Marchionne vinse la mano, diventando famoso anche tra i non addetti come l’artefice del risanamento Fiat, e ricevendo per questo, nel 2008, una laurea magistrale ad honorem in Ingegneria Gestionale dal Politecnico di Torino (“per aver saputo risanare la principale impresa industriale italiana, rivitalizzandone l’immagine e la capacità competitiva a livello mondiale”).

Non che gli manchino, le lauree. Pur sorvolando su quelle onorarie, ne ha conseguite ben tre: in filosofia, in giurisprudenza e in economia e commercio, più un master in business administration ed altri prestigiosi riconoscimenti. E’ stimato in tutto il mondo finanziario e industriale ed è il fiore all’occhiello della Fiat, dove sembra che lo guardino con un misto di timore reverenziale e disagio, per la sua personalità indipendente e il suo coraggio imprenditoriale.

 

Ma chi è davvero Sergio Marchionne?

Nato il 17 giugno 1952, è un Gemelli Ascendente Gemelli, con Mercurio congiunto a Urano in Cancro, quadrato a un rigoroso Saturno e in trigono ad uno strategico e audace Marte in Scorpione. E’ sposato, ha due figli, è stato un calciatore e un ciclista dilettante e ama la musica classica… Un bel mix culturale e caratteriale, in tipico stile gemellino. Forse da un capitano d’industria ci si aspetterebbe più Terra: concretezza, pragmatismo, capacità di ragionare “in soldoni” anche fuor di metafora. Invece qui c’è Aria e Acqua, razionalità e intuizione, versatilità e fiuto, buone antenne ricettive e il tempismo giusto per cogliere le giuste occasioni. E l’unico pianeta in un segno di Terra, Giove in Toro, evidentemente basta e avanza per i risultati.

Il connubio tra Mercurio e Urano in Cancro sembra essere perfetto per coniugare passato e futuro, e probabilmente era quello che ci voleva per riesumare la Fiat dalla sua orgogliosa ma inesorabile decadenza. Si dice che la sua grinta intellettuale l’abbia reso immune dal “vizio tutto torinese di sentirsi eternamente sudditi di una monarchia: prima i Savoia e poi gli Agnelli”… Dipenderà dal fatto che non è torinese ma abruzzese, e che oltre alle tre lauree ha anche la triplice cittadinanza italiana, canadese e svizzera; ma è indubbio che quel suo Medio Cielo in Acquario congiunto al Nodo Nord, con la complicità di Urano in congiunzione al governatore dei Gemelli, gli ha conferito fin dalla nascita una vocazione all’autonomia, all’originalità, alla ecletticità. Tant’è che Sergio Marchionne si reputa al servizio – ma non servo – dell’azienda che dirige e della nazione che ne riveste la titolarità, reclamando comunque il diritto a farlo a modo proprio.

 

Che abbia ricevuto un’eredità tanto importante quanto scomoda lo dimostra il suo Plutone congiunto al Fondo Cielo e al Nodo Sud. Un’eredità di potere, certo; che tuttavia – e ancora una volta – si affranca dalle strade già percorse con la forza del trigono alla Luna in Ariete: individualistica, pionieristica, insofferente agli obblighi e alle consuetudini stantie del già detto o già fatto. E dello stesso potere sembra importargli poco, nonostante guidare la più grande industria italiana gli assicuri un reddito annuo base di sei milioni di euro. E’ figlio di un carabiniere, rispetta le Istituzioni, le gerarchie, ed esige rispetto per il proprio ruolo; ma sa che il suo è un potere funzionale, non carismatico, che dipende dai risultati produttivi come lui dipende dalla propria etica operativa.

E’ interessante come sia riuscito ad integrare, a soli 57 anni, non soltanto il passato e il futuro ma anche il senso del dovere con l’opportunismo, l’esperienza utile con l’apertura di vedute verso il nuovo, e a camminare sul terreno ambiguo degli accordi e delle concorrenze internazionali difendendo una morale comportamentale, a detta di chi lo conosce, integerrima. Mercurio congiunto a Urano e quadrato a Saturno lo costringe a costruire e ricostruire, impedendogli di fossilizzarsi e di sedersi sulle mete raggiunte. La flessibilità, per lui, significa adeguarsi alle esigenze del mercato: e quindi comprenderne le domande prima di trovare risposte, ma rimanendo pronto ad anticipare le nuove domande e a cambiare metodi e strategie, forte del suo Marte in Scorpione, scaltro e silenzioso.

 

Ha rivoluzionato lo staff dirigenziale della Fiat. Ha inserito moltissimi giovani ma ci tiene a specificare che lo ha fatto soltanto badando al merito. Un Gemelli con dominante Urano detesta i luoghi comuni e per lui la competenza premia sempre, se unita alla capacità di accettare il cambiamento, e poco importa se a trenta o sessant’anni. A tutti insegna a non fidarsi, a non cullarsi sugli allori (“Attenti: a chi si siede, io gli tolgo la sedia di sotto!”), a non accontentarsi di una progettualità prevedibile perché a quella ci possono arrivare anche i concorrenti e persino prima di loro; ed è proprio per questo che la Fiat sia era ridotta a produrre auto ormai prive di linea, di carattere, di interesse, con tempi di produzione troppo lunghi e margini di guadagno troppo bassi. Se pure riconosce i meriti non regala complimenti: ammette e ricorda a tutti che la Fiat è al momento solo risorta, anzi sopravvissuta, ma per continuare a sopravvivere anche al 2010 è necessario non abbassare la guardia. Secondo lui non basta aver restituito alla prima industria automobilistica italiana una cultura della produzione che aveva perduto (e un picco di vendite come non se ne vedeva da secoli): è necessario che l’Italia stessa riconquisti il senso e l’orgoglio nazionale, “imparando a volersi bene”. Urano a parte, quel suo Mercurio è pur sempre in Cancro e in prima casa.

 

Nonostante i suoi famosi maglioni e i modo semplici e cordiali, Sergio Marchionne è un uomo rigoroso e solitario. O meglio, solo: come tutti quelli che comandano e non possono condividere la responsabilità, ben sapendo che per passare dalle stelle alle stalle basta una disattenzione. E se Giove in transito sul suo Medio Cielo lo ha portato alla ribalta ed ha accompagnato i suoi successi recenti, anche Saturno e Urano in quadratura al Sole sembrano averci messo lo zampino.

Non è andata altrettanto bene con l’Opel. Come nuovo proprietario, i tedeschi hanno preferito alla Fiat l’austro-canadese Magna, alleata alla russa Sberbank. Sembra che in questa trattativa siano entrati pregiudizi e interessi politici prima ancora che economici. E puntualmente, il giorno dopo, sono partite le polemiche. Tremonti accusa la Fiat di non aver chiesto l’aiuto del governo, Franceschini accusa il governo di non aver sostenuto la Fiat… e via di questo passo; che in fatto di denigrazioni reciproche in Italia non ci facciamo mancare nulla.

Ma Sergio Marchionne non si interessa di politica, non frequenta il jet set e non si cura dei pettegolezzi, badando solo a fare il proprio mestiere. Mentre tanti cercano colpevoli negli avversari politici e parlano di delusione, di sconfitta, di fallimento della sua strategia, altrettanti – Financial Times in testa – pensano invece che abbia fatto bene a lasciare alla Magna onori ed oneri di un’acquisizione alla cieca, avventurandosi in un’impresa dispendiosa ma incerta, col rischio di trascurare i veri e grandi mercati del futuro, dal Sud America all’India, all’Estremo Oriente.

 

E giustamente Merchionne ritiene che il prossimo anno sia cruciale per la sopravvivenza della Fiat. Saturno concluderà il suo secondo ciclo, tornando nella posizione natale in quadratura a Mercurio, mentre Giove quadrerà il suo Sole e Plutone si opporrà allo stesso Mercurio sull’asse tra settima e prima casa. Tutti i potenti hanno nemici, ma non è detto che a lui interessi la lotta per la supremazia, se non è una lotta pulita e non serve gli interessi produttivi.

“In tutta sincerità non riesco neppure a vedere un mio futuro dopo la Fiat. Non è la prima azienda che ho risanato, ma è senza dubbio quella che credo mi stia permettendo di esercitare tutte le mie capacità. Temo di non avere dentro di me l’energia per un altro ciclo di questa intensità.”

In fondo, quello che doveva fare l’ha già fatto; potrebbe anche ritirarsi, soddisfatto e imbattuto. Oppure tornare alla riscossa su un altro tavolo da poker, e rilanciare.





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