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FELICI SENZA FIGLI

a cura di Lidia Fassio
 

La “creatività” è una delle prerogative dell’universo e, pertanto anche umana. La forma più semplice di creatività è, ovviamente,  la riproduzione; in pratica, ogni essere vivente vuole riprodursi in quanto è un istinto atavico tra i più potenti; è quello che ha permesso il preservarsi di tutte le specie, quella umana compresa. L’istinto è potente e, soprattutto, essenziale e non si preoccupa tantissimo delle intenzioni individuali per cui, anche la riproduzione non è solamente il frutto di una generosità o di un reale amore verso i bambini, ma sembra invece in molti casi essere ancora un imprinting potente che spinge l’uomo ad unirsi molto più spesso di quanto non creda e, dietro a questo c’è anche un po’ di narcisismo: vedere qualcosa di sé in un altro essere.

 

Un tempo la creatività era addirittura d’obbligo: tutti si sposavano e speravano di avere subito un figlio poiché il primo bambino era la prova provata della capacità di entrambi di “dar vita”. Addirittura ci sono ancora oggi culture, quali quella araba, in cui la riproduzione è essenziale e imperativa; non è possibile non riprodursi poiché questo crea grande imbarazzo e, nel caso di una sterilità femminile, la legge permette addirittura il ripudio della donna in modo da poter consentire al marito di avere altre opportunità.

 

Certo, la civiltà occidentale ha invece quasi completamente perso le tracce di questi comportamenti: i nostri paesi sono tutti con tassi di crescita estremamente bassi e, soprattutto l’Italia, ha registrato per anni la “crescita zero”; oggi non è più così ma occorre notare, per amore di cronaca, che l’aumento delle nascite degli ultimi anni è dovuto per lo più alle coppie di extracomunitari più che ad un rinverdito desiderio di genitorialità degli italiani.

 

Oggi addirittura sono entrati nel linguaggio comune due termini inglesi molto interessanti da comprendere.

 

Il primo è “childless”, parola che indica “senza  figli” e che richiama subito all’impossibilità di poterne avere.  Infatti, in una situazione in cui moltissime persone non fanno figli o attendono fino al limite biologico per poi decidere di averne uno, ci sono invece molte coppie che non riescono ad avere un figlio causa sterilità o difficoltà e che, dopo aver provato in vari modi, cercano di ricorrere alla fecondazione assistita o ad altre terapie pur di poter soddisfare il loro desiderio.

Senza dubbio, in questo caso possiamo riscontrare particolari problematiche sull’asse Va – XI dell’oroscopo di uno o di entrambi i partners il che conduce a volte a sottoporsi a cure per incentivare la fertilità ed altre volte, invece, a dover mettere da parte l’idea, magari prendendo in considerazione altre formule quali l’adozione o l’affidamento.

La presenza di un Saturno in quinta casa in opposizione a Plutone spesso richiama ad una scarsa sterilità a cui si aggiungono tematiche di ansia legate ad un eccesso di responsabilizzazione rispetto a questo tema.  Nel tema di una donna spesso anche pianeti quali Urano, Marte o Plutone in quinta possono in ogni caso indicare particolari complicazioni nel portare avanti una gestazione in modo semplice e spontaneo.

Certo, desiderare un figlio e non poterlo avere è sicuramente un problema potente da un punto di vista psicologico e, chi si trova in questa situazione, ha spesso la sensazione di essere penalizzato nello  sperimentare appieno la sensazione di autorealizzazione che può passare anche attraverso la riproduzione.

 

Non a caso la Va casa è cosignificante del Sole e, in un certo senso, proprio il nostro luminare è molto collegato al concetto di realizzazione individuale che si esprime anche nel simbolo della creatività individuale.

Soprattutto per una donna che desideri avere dei figli la negazione può sembrare una punizione, qualcosa di immeritato che priva di quell’espressione tipicamente lunare che si evidenzia nel “dar vita e nel far crescere”.  

In effetti, per una donna l’espressione della maternità è parte integrante dell’archetipo lunare e quindi della sua identità e, quando non c’è questa possibilità, può tendere a sentirsi non sufficientemente appagata e, soprattutto, incapace di servire anche il lato collettivo dell’archetipo che, senza dubbio, incarna la possibilità di perpetrare la sopravvivenza della  specie.

 

Senza dubbio, soprattutto quando si è atteso tanto e si è ormai in età matura questo può sembrare uno scherzo del destino. Oggi però ci sono donne che hanno figli molto più tardi.. e che, nonostante l’energia e  la forza fisica non siano le stesse dei vent’anni.. sentono comunque di avere bisogno di  questa esperienza per sentirsi complete ed appagate e realizzare appieno tutti i lati dell’archetipo. Soprattutto da un punto di vista femminile, l’idea di un figlio è molto potente e radicata nelle profondità dell’anima e, se si è in presenza di forti valori Toro, Cancro, Leone e Scorpione - tutti segni estremamente fecondi e con forte propensione alla genitorialità – sarà difficile rinunciare senza sofferenza: anche la Luna negli stessi segni è da considerarsi altrettanto potente sul piano del desiderio di maternità.

 

Esiste un secondo termine: “childfree” che, invece, viene utilizzato per coloro che non vogliono figli e che scelgono invece di vivere una vita appagante sotto altri profili senza necessariamente esprimere la loro creatività nella genitorialità.

Ci sono molte persone oggi che pensano che in realtà sia un atto molto egoistico mettere al mondo dei figli in questa difficile situazione internazionale e che, preferiscono magari rinunciare a questa possibilità non sentendosi minimamente privati da questa mancata esperienza. Alcune di queste persone riescono a vivere il loro lato materno o paterno magari attraverso altri tipi di esperienza: figli di fratelli, sorelle o amici, oppure facendo volontariato proprio nel settore dei bambini. In questo modo riescono a vivere una creatività  “alternativa” impegnandosi nel contatto e nell’affettività senza tuttavia viverle in prima persona mantenendo quindi ferma la loro libertà individuale che resta un fatto prioritario nella loro vita. Questo stato è accentuato dalla condizione di “single”: sono molte le persone che vivono senza un compagno fisso e, questo, fa propendere la bilancia dalla parte della libertà e del non impegnarsi in una famiglia con tutta la responsabilità che questa comporta nel tempo.

Indubbiamente molte sono le segnature che nell’oroscopo possono sottolineare questo stato di cose, prima fra tutte la difficoltà sul piano relazionale che può spingere un soggetto – che magari ha già avuto una o due relazioni non gratificanti – a pensare che non sia il caso di fare un figlio in una situazione di precarietà emotiva ed affettiva.

Questo è evidenziato nel tema natale da dinamiche prima settima o da particolari segnature sulla Venere e/o sulla Luna che sottolineano un problema in questo ambito.

 

Ci sono però anche soggetti che scelgono di non avere figli e, magari, di non avere relazioni stabili senza che vi siano particolari problemi di relazione; si tratta di persone molto indipendenti che tali vogliono restare e che, pertanto, non si sentono di prendere in considerazione questa opportunità.

Sono persone semplicemente e felicemente convinte di voler restare libere di vivere la loro vita cercando realizzazioni di tipo professionale o culturale, vivendo gli affetti attraverso relazioni non stabili e tanti rapporti di amicizia senza sentirsi per questo penalizzate.

 

In questi casi nel tema natale sono presenti valori Acquario o Pesci con forti concentrazioni in casa undicesima o dodicesima e sollecitazioni di Urano e Nettuno tutti archetipi che spingono a preferire percorsi di tipo sociale e a mantenere ferma la propria indipendenza ed autonomia individuale preferendo magari esperienze temporanee senza per questo sentirsi incompleti e non autorealizzati.

Tra le altre cose, queste segnature nel tema natale possono portare i soggetti a lavorare con i bambini, ad avvicinarsi a situazioni che hanno a che fare con l’infanzia scegliendo percorsi professionali che aiutano a sostenere, curare e accudire bimbi che si trovano a vivere particolari problemi.

 

Come sempre l’astrologia ci ricorda che ognuno di noi è diverso e che non esiste un modo “giusto” ed uno “sbagliato” di vedere le cose, ma esistono modalità particolari che soddisfano esigenze e personalità diverse. Ci insegna altresì a rispettare la varietà ricordandoci che la stessa situazione può essere vista da occhi completamente divergenti che accompagnano persone che hanno motivazioni, valori, pensieri, finalità e modalità di vivere completamente differenti.





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